riflessioni su una fotografia

6 maggio 2011 di: Rossella Caleca

Ho davanti agli occhi una fotografia. Ritrae il presidente Usa Barack Obama con ministri, consiglieri, dirigenti e generali assortiti, in una sala sotterranea della Casa Bianca. Stanno guardando uno schermo. I volti contratti, gli sguardi sbarrati, i busti irrigiditi, denotano forte tensione, cupa concentrazione. Stanno guardando, in diretta, l’azione dei commando entrati nel rifugio di Bin Laden, grazie alle webcam installate sugli elmetti dei marines: forse per la prima volta da secoli un capo di Stato e i suoi ministri osservano in tempo reale le conseguenze delle loro decisioni. I soldati assaltano, sparano, fanno saltare la testa di Osama: e loro, virtualmente, sono lì. Ma c’è un gesto, fatto da una donna, che mi ha colpito: Hillary Clinton tiene la mano davanti alla bocca, un gesto di dolorosa apprensione il cui significato è chiaro: quello che sta vedendo la sconvolge. Non c’è solo la preoccupazione per l’esito dell’azione, ma qualcosa di più: in quel gesto di angoscia rappresa c’è quell’orrore davanti all’orrore che è segno di umanità e civiltà. Sì, la Ragion di Stato, o come la vogliamo chiamare, ha imposto agli Usa che Osama bin Laden venisse ucciso, per evitare – forse – cattura di ostaggi, attentati, altre vittime: ma vederlo fare in diretta pone dinanzi alla disgustosa realtà della morte e dice, più di ogni altra cosa, l’assurdità del desiderio di vendetta soddisfatto, della gioia davanti al nemico ucciso; esultare non è rendere giustizia alle vittime, tentare di costruire la pace sì.

2 commenti su questo articolo:

  1. annamaria ha detto:

    Una mano davanti alla bocca, gli occhi sgranati e pieni di dolore, la Clinton ha perso un po’ del suo controllo ma ha recuperato molto della sua umanità. Fra tanti articoli questo scorcio di una stanza, dove siedono i potenti, è veramente efficace.

  2. gambusi ha detto:

    Una riflessione su quanto visto ieri sera, al TG3: Osama Bin Laden, dentro una stanza, efficiente come uno studio televisivo. Tanta tecnologia, patrimonio della cultura occidentale, tanto vituperata dagli integralisti. Ha ucciso attraverso gli strumenti informatici nostri, della nostra storia culturale. Anni di studi trasformatisi in scienza. Ci ha ucciso usando i nostri mezzi. Che coerenza c’è in tutto questo? Vogliono riportarci indietro, al nostro Medioevo, con gli strumenti che appartengono alla nostra cultura!!! Ma che logica segue questo comportamento? I cristiani evangelizzano a mani nude. Gli estremisti islamici, per convertirci all’Islam, invece arrivano armati con le bombe… Quando finirà tutto questo?

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