il nuovo Gattopardo si chiama Bossi

9 maggio 2011 di: Rita Annaloro

Che reazione avrebbe Bossi se qualcuno gli dicesse che la sua strategia politica prende le mosse dall’antico esercizio del potere praticato dai nobili siciliani di fine secolo? Una risata o una bestemmia? Non riesco a immaginarlo, tanto imprevedibile e logico è questo Gattopardo padano, che continua a ostentare un potere che non ha per “salvare la faccia” con i contadini, perché si ricordino, specie in sede elettorale, chi comanda davvero, chi “ce l’ha più duro” e quindi si imporrà su tutti quei “fighetti”, romani e non, per far valere le ragioni del suo popolo.

L’importante è che gli credano loro, i suoi elettori, la sua gente padana; ciò gli consentirà di continuare il suo teatrino nazionale, la sua rappresentazione farsesca di un potere agito da altri, cui bisogna tenere il cordone se si vogliono fare buoni affari. L’aveva ben capito il Principe Salina, cui non era rimasto molto più del suo casato da sfoggiare, ma sempre di questioni di stirpe si tratta, anche se la classe è purtroppo diversa.

1 commento su questo articolo:

  1. Nicola ha detto:

    Brava Rita giudizio originale, divertente e assolutamente esatto, ogni epoca ha i gattopardi che si merita.

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