progetto contro l’omofobia

28 aprile 2011 di: Gilda Terranova e Giovanni Lo Monaco

Nell’ambito del settore Formazione del Sicily Queer Film Festival, che si svolgerà a Palermo dal 20 al 26 giugno, è stato ideato da Giovanni Lo Monaco Prospettiva Queer, un progetto di sensibilizzazione dei giovani alla lotta contro l’omofobia e al rispetto delle diversità di orientamento sessuale. Per l’università sono state già organizzate proiezioni di film sul tema, affiancate da incontri con docenti universitari che hanno affrontato l’argomento da diversi punti di vista. Per le scuole superiori sono stati attivati laboratori di educazione sessuale e all’affettività, guidati da vari esperti (psicologi, sessuologi, ginecologi). Mentre per la scuola primaria è stato realizzato Baby Queer, un progetto in due fasi: una tavola rotonda dal titolo “L’altra educazione” che si è svolta il 9 aprile scorso, a Palermo, nella Chiesa di San Giovanni Decollato e un laboratorio di scrittura creativa realizzato il 15 aprile con una quinta elementare dell’istituto valdese. Alla tavola rotonda, da me coordinata e pensata soprattutto per genitori e insegnanti, hanno preso parte soci delle Famiglie Arcobaleno, personalità del mondo ecclesiastico, docenti universitari che hanno condotto ricerche su scuola e omosessualità, dirigenti scolastici, piscopedagogisti dell’Osservatorio contro la Dispersione Scolastica, l’associazione Agedo, un rappresentante del Servizio Lgbt del Comune di Torino.

Il laboratorio, reso possibile dalla disponibilità dell’Istituto Valdese, del dirigente scolastico Falci e delle docenti Di Salvo e Salvaggio, si è svolto in una classe quinta elementare ed è stato condotto, oltre che dagli autori di questo articolo, da Dessislava Mineva e Salvatore Dolce. I bambini, sollecitati sia da immagini che da brevi drammatizzazioni, a partire dal libro di Manuela Salvi e Francesca Cavallaro, Nei panni di Zaff, hanno scritto e illustrato storie aventi per protagonisti un re e una regina, due re, due regine. Questi ultimi protagonisti non sono stati scelti a caso ma per mantenere un filo di continuità con il laboratorio sull’omoaffettività dal titolo Due re e due regine, svoltosi nel 2010 presso la Biblioteca “E. De Amicis” di Genova.

Alla fine del laboratorio così ha chiosato A., un bambino di 10 anni partecipante al laboratorio: «se non la finiremo noi per primi di chiamare queste persone transessuali o omosessuali, loro non la finiranno mai di sentirsi diversi». Auguriamoci che progetti come questi possano avere un seguito e che le parole del bambino non siano state dette invano.

9 commenti su questo articolo:

  1. francesca traìna ha detto:

    Cara Gilda, come sai ero presente alla tavola rotonda tenutasi presso la chiesa di s. Giovanni Decollato; ho ascoltato e apprezzato il tuo intervento e quello di tanti altri. L’iniziativa e il progetto sono molto interessanti per gli obiettivi che si propongono. Auspicherei che tali inziative fossero al centro dell’interesse educativo della scuola pubblica dove allignano ancora luoghi comuni e stereotipi intorno ai temi che avete affrontato con grande intelligenza. I genitori di ragazzi omosessuali intervenuti hanno dimostrato, alla società perbenista e codina nella quale viviamo, che l’omosessualità è un problema solo per chi ha problemi a riconoscere che l’orientamento sessuale è assolutamente soggettivo e si inscrive nell’autenticità dell’essere; chiunque condizioni l’espressione autentica del sé: società, scuola, famiglia, religione ecc… commette un atto violento. Il bambino A. ha dato un grande esempio. Grazie a te e a Giovanni per questo contributo.

    • flora arcuri ha detto:

      Purtroppo sono arrivata dopo l’intervento di Gilda , ma per fortuna mezzocielo ci dà l’opportuntà di informarci. Trovo bellissimo questo lavoro coi bambini e credo che loro riescano a leggere la vita in modo molto più attento e intelligente degli adulti, proprio perchè ancora non hanno sovrastrutture e il loro pensiero è libero e meno condizionato dalla società conformista. Grazie tantissimo a Gilda e a Giovanni per il dibattito e per il loro lavoro. Aspetto con ansia la continuazione . Un abbraccio Flora

    • Cak ha detto:

      Mick svicre:Dobbiamo invitare tutti ad andare a votare, la svolta è possibile. VOGLIAMO PIÚ DEMOCRAZIA.

  2. Roberta ha detto:

    E’ un articolo che ci fa conoscere iniziative nuove in questa città. Sono molto interessata al progetto contro l’omofobia e spero che in questo sito venga dato il calendario del convegno che si terrà a giugno (dove? orari?) in modo da poter partecipare. Grazie per questa apertura ad un tema così importante. Vorrei parlare anche del monito del Papa circa il divieto di fare nelle scuole “educazione sessuale”. Si fa di tutto per raggiungere certi obiettivi quale quello dell’educazione sessuale nelle scuole che è fondamentate e il papa, al solito, interviene a rovinare tutto…

  3. Iniziativa straordinaria per una città come palermo. Quello che spero è che queste iniziative non finiscano e che si possa lavorare contro pregiudizi e convenzioni sociali e culturali che schiacciano adulti e purtroppo anche bambini che in una famiglia con genitori di un certo tipo (ma anche scuole) possono crescere inautentici e fare scelte condizionate per le quali, quando se ne renderanno conto, potrebbe essere tardi per recuperare. Andate avanti per favore. Vi ringrazio per la sensibilizzazione che fate e nella quale credo come madre e come insegnante.

  4. Eugenio ha detto:

    Complimenti e speriamo che questi temi si affrontino e se ne parli e quello che mi auguro e auguro è che grazie a questi progetti si possa incidere nella reltà sociale misera, troppo misera. Sapete bene voi che avete scritto l’articolo quanta fatica si fa per affermare se stessi e quano indietro è la nostra cultura rispetto all’accettazione delle persone non “conformi” ai modelli imposti dalla società e dalla chiesa. La nostra società è impostata su un concetto di famiglia talmente arcaico nei contenuti, nelle modalità, nei suoi componenti, che è veramente difficile superare la gabbia ed essere quello che si è e non quello che gli altri hanno deciso che tu sia. Difficile ragazzi, molto difficile con certi padri e certe madri che ti impediscono di vivere la tua identità perchè loro credono nel matrimonio solo come la chiesa comanda e ti vogliono uguale a loro!

  5. Fabrizio ha detto:

    Anche io sono interessato al tema, potreste dare notizie con più frequenza su queste organizzazioni? iniziative e convegni sull’omofobia? nascondere la testa dentro la sabbia è da vili e ipocriti. Esiste una realtà di cui deve prendere atto anche quella parte (la maggior parte) della società che attacca le persone omosessuali o le allontana come pericolo per sé e per i propri figli. Saremo liberi quando capiremo che essere omosessuali è una scelta forse più consapevole di quella dell’eterosessualità che non sappiamo quanto è veramente scelta o quanto invece è indotta dai modelli dominanti. E’ troppo facile essere etero perché è considerata la “norma” e assicura una vita facile. Altre scelte sono contrastate in seno alla famiglia, prima che altrove, dove il padre macho per giunta cattolico ipocrita, si vergogna di dire che ha un figlio gay e lo costringe a vivere una realta falsa, lo costringe a nascondersi e a vivere una doppia vita. Questa è inciviltà appoggiata e sponsorizzata dalla chiesa settaria, razzista e ingiusta!!!!!

  6. […] L’articolo di Gilda Terranova e Giovanni Lo Monaco pubblicato su “Mezzocielo.it” del 28 aprile 2011: leggilo QUI. […]

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