alla ricerca dell’Eldorado perduto

14 aprile 2011 di: Anna Trapani

Nei giorni scorsi nelle pagine di cronaca dei quotidiani locali risaltava una notizia di quelle che mai si penserebbe di dover leggere. Il noto avvocato civilista Fabio Tringali è stato arrestato con l’accusa di riduzione in schiavitù. Dall’inchiesta svolta dai Carabinieri vien fuori che l’avvocato teneva nella propria fattoria di Partitico, per badare alle bestie, un trentottenne indiano con la forza delle percosse. Pugni, calci e un bastone erano ciò che il giovane indiano aveva trovato, anziché un lavoro dignitoso pagato 500 euro al mese che gli avrebbe fatto avere, grazie al contratto, un permesso di soggiorno. Era lasciato fuori dal mondo senza la possibilità di comunicare, perché l’avvocato gli aveva sottratto i documenti e il cellulare. Ciò che sconcerta ancor di più è che nel vicinato tutti sapessero, ma nessuno era mai andato in aiuto del povero indiano. Durante le indagini, seguite alla denuncia del giovane, tutto è saltato fuori. E la denuncia è costata a Sinkh una ulteriore dose di pugni e calci, tanto da essere portato subito in ospedale per le lesioni dai Carabinieri intanto sopraggiunti.

Guardando le facce dei tanti sbarcati a Lampedusa in questi giorni, come non pensare quale destino li attende? Loro, soprattutto i più giovani e le madri con figli piccoli, sperano, anzi credono, in un futuro migliore, più dignitoso. Quanti lo raggiungeranno veramente e quanti saranno inghiottiti dal mondo della malavita, della droga o dell’accattonaggio gestito da criminali? quante non finiranno sulla strada anziché avere un lavoro, magari come badante ma che consenta condizioni di vita migliori di quelle da cui fuggono? L’Europa non è l’Eldorado, ma loro non lo sanno.

2 commenti su questo articolo:

  1. silvana ha detto:

    Brava Anna cercare notizie simili è una cosa ottima sono la testimonianza dei tempi più di qualunque cosa

  2. ornella papitto ha detto:

    Cara Anna,
    è un po’ di tempo che volevo scrivere in merito a un breve dialogo che mi è stata raccontato.
    Mi ha fatto riflettere.
    Chiaramente qualcuno si risentirà. Io non ce l’ho assolutamente né con i gatti né con i cani e né con tutti gli animali domestici.
    Una amica mi ha raccontato che un giovane del nord Africa era venuto in Italia, perché dalla televisione arrivava la pubblicità per gli alimenti per gli animali domestici.
    Ha detto che se in Italia c’era da mangiare per gli animali, sicuramente ce ne sarebbe stato anche per le persone, ossia anche per lui.
    E’ terribile.
    Prima del ponte Oreto, campeggia una pubblicità con il corpo umano e la maschera di un felino. Sicuramente una pubblicità inerente l’argomento.
    Come dargli torto? Come stiamo trattando le persone che arrivano da noi? Siamo persone? O cos’altro?
    Con rispetto,

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement