Un pensiero sottile

2 marzo 2011 di: Stefania Savoia

Mi ricordo lo sconcerto quando vidi la sua foto, alcuni anni fa. Era magra fino all’inverosimile, la sua pelle scompariva attorno alle ossa e gli occhi sembravano chiedere aiuto, infossandosi nel suo scheletrico viso.

Isabelle Caro è morta a Novembre, faceva la modella e le foto che gli scattò Oliviero Toscani, in una famosa  campagna contro l’anoressia, fecero il giro del mondo anche per le critiche che molti di coloro che si occupano di queste patologie fecero in quell’occasione.

Pesava 31 chili ed era alta un metro e sessantacinque centimetri quando morì.

Ho letto solo oggi del suicidio della madre, toltasi la vita un paio di mesi fa, si dice, per non aver retto al rimorso di averla vista scomparire.

Non sono in grado di capire a pieno la tragedia dell’anoressia, tutto quello che è questa malattia che coinvolge i malati e le loro famiglie. Ho voluto, però, scrivere queste poche righe per ricordarci che esiste, che è nelle nostre scuole e nelle nostre strade, che è un disturbo complesso e che dovremmo prendercene cura perché tante, soprattutto donne, ne soffrono in silenzio.

Un inferno, infatti, è la vita di chi è malato, un inferno come quello di coloro che soffrono di altri disturbi alimentari che sono “un modo per comunicare sofferenze e paure. Non vanno, infatti, scambiati per malattie dell’appetito” come si legge dal sito dell’ABA- Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia,l’obesità e i disordini alimentari (www.bulimianoressia.it).

Un pensiero sottile, da riempire di significato e di senso. Un pensiero a partire da Isabelle.

2 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    pensiero sottile ma penetrante

  2. roberto ha detto:

    silvia, che sei esagerata! ma come parli? l’articolo di stefania invece mi piace!

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