se non ora, quando suonerà la sveglia?

14 febbraio 2011 di: Rosanna Pirajno

Per un problema al sito, non abbiamo potuto caricare alcun pezzo prima della splendida manifestazione di ieri. Eppure, vorrei ugualmente farvi respirare quel soffio di aria fresca che ho percepito il giorno precedente quando, facendo volantinaggio al mercatino di villa Sperlinga, ho sentito a pelle che qualcosa era mutato, che alla chiamata a raccolta per rivendicare il diritto di «donne senza distinzione», come recitava l’appello, a «difendere il valore della loro, della nostra dignità» e dire agli uomini «se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne», le risposte non erano le solite occhiate sdegnate solitamente riservate a chi «fa politica».

Villa Sperlinga non è proprio un covo di comunisti, ci abitano professionisti affermati, parlamentari di maggioranza e uno scortatissimo ministro del governo in carica, l’ex governatore Cuffaro soleva radunare sotto casa schiere di clientes che campavano di vasate e favori, né c’è da temere che lo spirito di Sciascia che traspare da una sua libreria dietro la finestra li mettesse in soggezione.

Ma mai come questa volta ho trovato sorrisi adesioni commenti incitamenti, tutti favorevoli: ma certo, vuoi che non ci sia? saremo presenti tre generazioni! porteremo le bambine, che imparino da piccole! e pure il cane! in Egitto ha funzionato e da noi no? hai visto lo schifo di oggi a Milano? ma come fanno, le donne, a difenderlo? basta, riprendiamoci la vita, come hanno fatto tunisini ed egiziani!

L’esempio dell’Egitto, in cui le donne sono state molto presenti e determinate, era acceso come un faro avendo suscitato, come fa dire Ellekappa ad una sua figurina, «una ondata di invidia» e dunque è sottinteso che noi, popolo «dalla civiltà superiore» come ebbe a dire il B., non si possa essere da meno. Qualcuno ha perfino evocato la Rivoluzione, senza tagliate di teste in verità.

La mattinata è andata tutta così, o quasi. Con l’eccezione di qualche giovane donna che si è mostrata all’oscuro di tutto, non solo della manifestazione ignorata da media e tv possedute e controllate dal premier ma propagata in rete e per sms e un tam tam che ha funzionato, ma pure delle ragioni per cui si scendeva in piazza. A che fare? mi chiedevano, come se mai sfiorate da una notizia non targata mediaset. E difatti, ragazze di quella età non se ne sono viste molte in piazza: ecco, disinformazione e disinteresse o finanche disprezzo per la «politica dei politicanti» sono i prodromi che portano ad apatia rassegnazione menefreghismo deleghe in bianco, e infine furberie e scorciatoie. Datevi da fare ragazze, tocca a voi ora prendere posizione. E senza sbagliare perché, come recitava uno slogan in una delle 230 piazze italiane, «bastava non votarlo».

1 commento su questo articolo:

  1. francesca vassallo ha detto:

    Si, eravamo tante e diverse. Anche tanti uomini che “accompagnavano” le donne: mariti, compagni, padri…Sarebbe bello che, sempre più numerosi, gli uomini, come soggetti offesi da una politica che li degrada, manifestassero, non solo perchè solidali con le donne, ma con la piena consapevolezza che è soprattutto la loro dignità ad essere messa in gioco.

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