la bellezza delle donne

5 febbraio 2011 di: Anna Scialabba

«Siamo sedute sulla nostra fortuna» … mai affermazione sui vantaggi del femminile fu più falsa ed irriverente, più offensiva. Tanto odiosa da sollecitare, pur nel rifiuto viscerale di qualsiasi pensiero sul “rubygate”, una riflessione finale sul tema della “bellezza”. Ogni esponente del governo l’ha usata come segnale di novità nella politica, indicatore del suo svecchiamento e della sua esaltazione del femminile, nella vita civile. Di fronte a cotanta mistificazione tornano alla mente e davanti agli occhi tante figure storiche della sinistra italiana, alcune delle quali viventi, talvolta ancora visibili. Bellissime, affascinanti, ricche del carisma eterno della intelligenza e della passione. Adorne, tutte, delle preziose esperienze di una vita straordinaria. Vere, vitali, rese eternamente attraenti da una autorevolezza che la vecchiaia rafforza. Parliamo di donne belle, come Nilde Iotti, come Rossana Rossanda, come Luciana Castellina, come Adele Cambria, come Tullia Carrettoni, che recentemente abbiamo visto in tv. Negli anni della giovinezza (loro e nostra), apparivano magnifiche, anche sensuali, regali, in qualche modo incarnazione della più clamorosa smentita dello stereotipo, che voleva la bellezza alternativa alla intelligenza, certamente non scoperta oggi dai politici del Pdl.

Nulla in queste donne assomiglia alle sfacciate attrattive delle giovinette del cavaliere! Non le curve dirompenti, né le vaste labbra, tinte di viola. Soprattutto – è evidente – nessun uso del corpo per denaro facile o carriera rapida, secondo un costume, che ci sembra in realtà assai “brutto”. I larghi e profondi occhi azzurri, l’oro dei capelli, oggi candidi, sono stati il contenitore luminoso di anime grandi, di intelligenza e di gentilezza, di istintiva eleganza, espessione carnale di una storia gloriosa, arricchita dai loro amori, dalle loro virtù seduttive, dalla loro attitudine, tutta femminile, alla comprensione intuitiva del reale e dell’altrui bisogno. Più lontane geograficamente, sono state belle Rosa Luxemburg, Hanna Arendt, Simone Weil, Marie Curie. Era bella Teresa d’Avila. Forse era bella Giovanna d’Arco fanciulla e guerriera. Era bella Hera, come Venere, ma più ricca di spirito e madre, come l’orsa a lei dedicata.

E’ quindi archetipica la bellezza del corpo, coniugata alla mente brillante e al fuoco del cuore, ma non è discriminante rispetto al potere, ma soprattutto sa fare un passo indietro rispetto ad altra bellezza, più interiore, più stabile, più resitente agli insulti del tempo: l’anima limpida, il carattere forte, l’avvenenza dei modi. Certi ricordi confermano che la bellezza è un valore, ma, se vera, si ammanta di modestia, non alimenta l’ambizione, non radice di tronchi cavi, privi di rami e foglie, in quanto ha cura solo di se stessa, senza sogni, né memorie. E’ un valore, che ha reso la lotta politica più lieve, che ha infiammato di vera passione gli eroi e i poeti. Soprattutto è stata gratuita, è stata opzionale, è stata un supplemento non necessario e meraviglioso, come il profumo della mimosa.

(Simone Weil, Marie Curie, Giovanna d’Arco, Rosa Luxemburg)

4 commenti su questo articolo:

  1. Silvana ha detto:

    Brava Anna dovresti scrivere più spesso, era necessario parlare anzi chiarire così il concetto di bellezza.

  2. Pilates ha detto:

    L’articolo è bello se però non si prestasse ancora una volta alla netta separazione tra donne virtuose e donne che in questo momento sono additate come portatrici di male e di fango nella politica che male e fango già lo era prima di ruby. Perché continuate ad elencare la “bellezza” di donne meravigliose che tutte noi ammiriamo? c’è davvero necessità di esibire un contraltare? c’è altro in quello che sembra; c’è “l’essere” che non appare, ma che merita considerazione da parte soprattutto delle stesse donne che continuano a parlare delle varie ruby o di altre mettendole in contrapposizione addirittura con weil, merini che donò sempre il suo corpo per bisogno d’amore e che per questo da molti critici maschi fu definita “puttana”…basta per favore …non infierite ancora come state facendo. La storia conosce e costrusce le storie umane di tante donne che non sanno scrivere testi filosofici o poetici ma che hanno altrettanta bellezza nella loro apparente “bruttezza” o nei loro cuori. Maria Maddalena è una delle tante storie …da non dimenticare…

  3. Annna Scialabba ha detto:

    temo che il mio articoletto non sia stato compreso:nessuna contrapposizione tra tipi di femmine (sarebbe anche stupida) ma contrasto irriducibile tra una cultura maschile e maschilista che usa il corpo fisico per discutiili obbiettivi, ben diversi dalla sopravvenza e/o dall’amore, quindi ben lontani dalla grandissima Alda Merini e dalla santa Maddalena.
    La bellezza feminile è un valore, ma da sola non conta molto. questo soltanto intendevo dire.
    Certi pregiudizi veterofemmnisti non giovano alle donne, nè sopratttutto al rinnovamento di questo nostro paese, dato che sono identici alla stolta difesa delle fanciulle di Arcore, continuamente prodotta da Santanchè e c. .

  4. mariella ha detto:

    anche io stavo per scrivere un commento ma ho letto la chiara precisazione dell’autrice; pure io non avevo capito bene evidentemente. il veterofemminismo non so se esista ancora, ma esiste anche in me il timore che se da un lato la santanchè difende le fanciulle di arcore, da parte nostra si possa sbagliare altrettanto se continueremo a dare ai lettori elenchi e foto di donne belle e brave. (non mi riferisco al tuo articolo ma a quello che oggi sta accadendo in varie città). forse questo malgoverno aspetta proprio il conflitto tra le donne che sono sempre scese in piazza per tutte le buone cause (pace, aborto, divorzio, diritti civili…) Scenderemo anche il 13 ma questa volta avrei preferito che l’iniziativa fosse stata degli uomini che per primi dovrebbero urlare contro il sultano. berlusconi ha reso pubblica e mediatica la miseria sessuale maschile, il mercato del corpo femminile e non solo.

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