impressioni berlinesi

7 febbraio 2011 di: Rita Calabrese

Ciò che mi colpisce ogni volta a Berlino – ormai appagata la curiosità da turista – non sono i monumenti rinati a nuova vita e le architetture avveniristiche, non è la pulizia (ovvia), né il sistema dei trasporti (stupendo) e neanche le centinaia di pagine del quindicinale Zitty che giorno per giorno enumera tutto quanto si svolge in città, dai film alle manifestazioni artistiche e culturali, ma sono le biblioteche. Non solo quella Nazionale su Unter den Linden, nelle cui sale aleggia lo spirito di Hegel e di Walter Benjamin, né quella divisa per i vari settori disciplinari della Freie Universität, dove c’è tutto, proprio tutto, anche la rivistina della più sperduta accademia e nella quale nessuno studioso resiste alla tentazione di andare a cercare i suoi libri, certo di trovarli allineati in rigoroso ordine alfabetico. Torno con regolarità compulsiva soprattutto nel nuovissimo Grimm-Zentrum, intitolato proprio ai due fratelli che oltre a raccogliere le fiabe popolari a tutti note erano dei serissimi docenti di filologia germanica, anzi sono stati proprio loro ad inventare lo studio delle forme più antiche della loro lingua. Si tratta un bellissimo edificio proprio alle spalle di Unter den Linden, alto sette piani, ispirato ad un’immensa scaffalatura, pieno di luce per l’alternarsi di murature e vetro, tra vuoti e pieni. Aperta fino a mezzanotte, questa biblioteca, fornita dei più avanzati strumenti di duplicazione e lettura, è sempre affollata non solo di studenti e studiosi locali e stranieri, ma anche di gente comune che legge libri, sfoglia giornali, utilizza computer o si intrattiene nella caffetteria sottostante, ormai un punto di incontro e di scambio nel cuore della città.

Tra le infinite biblioteche di quartiere ne amo una che si trova invece all’estrema periferia orientale della città, a Lichtenberg. Intitolata alla scrittrice Anna Seghers è collocata (udite, udite!) all’interno di un centro commerciale. Accogliente, luminosa, con spazi per i bambini, organizza gruppi di lettura, presentazioni, prestiti di libri e materiale video. Ogni giorno, mi dicono, è visitata da un migliaio di persone. Ecco perché ogni volta mi commuovo fino alle lacrime. Di rabbia, pensando alla nostra città. Ed allora mi viene voglia di consigliarne una visita ai politici locali in una delle loro istruttive trasferte estere.

2 commenti su questo articolo:

  1. Silvia ha detto:

    In questo momento il tuo viaggio ci riconcilia con la vita, ci fa sperare che un giorno fra 50 anni anche da noi possa succedere un miracolo.

  2. Paolo.R ha detto:

    Cara Rita è inutile consigliare ai politici simili viaggi perchè li hanno già fatti ma solo per il loro divertimento, né per apprendere né per imparare.Comunque conosco bene Berlino e l’ho rivissuta con nostalgia, in parte però perchè poi è tanto altro.

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement