Cinemunnizza : quando l’immondizia non è trash

22 febbraio 2011 di: Laura Giambruno

Domenica scorsa si è tenuta, presso l’associazione culturale Piccolo Teatro Patafisico di Palermo, la terza serata di cine-rassegna sull’immondizia, Cinemunnizza, curata da Andrea Inzerillo.

Oltre ad essere fisicamente uno spazio piccolo è uno spazio molto familiare e molto aperto in cui è facile scambiare idee con le altre persone. Si viene naturalmente spronati ad aprire una sorta di dialogo anche con registi, attori come ad esempio domenica scorsa è stato fatto con il regista Ruggero Di Maggio e l’attrice intervistatrice di un progetto-documentario palermitano in fieri  dal titolo Marenegato, Matilde Incorpora.

Marenegato è un documentario che riguarda quei 26 km di costiera palermitana in cui c’è il mare  ma a cui noi non facciamo caso sia perché non si vede, per le costruzioni (abusive e non) che lo nascondono, sia perché non si può neppure toccare, data l’altissima percentuale d’inquinamento. E da palermitana, posso asserire con certezza, i palermitani so per certa che saranno con me, che un mare che non si può toccare non è mare.

E’ come una grande tentazione a cui si è legati da grande passione che non si può neanche sfiorare. Starci vicino sarebbe sofferenza e basta, allora la soluzione è starci lontani ed accontentarsi di quei 2cm quadrati di spiaggia pubblica che hanno calcolato essere destinati ad ogni persona palermitana: mare brutto, mare sporco, mare affollato ma comunque mare accessibile.

Il progetto che hanno portato però Ruggero Di Maggio e Matilde Incorpora non è, come sottolineano, una semplice denuncia. Dicono che hanno voluto riportare poesia in quello che filmano, che esso sia il mare, quella costiera abbandonata e reietta o le storie di uomini del passato, come la storia dell’uomo pesce Eliodoro Catalano, che con la sua burbera simpatia ci ha riportato in altre epoche facendoci sognare il suo famoso acquario e tra i tanti pesci facendoci sorridere all’idea della cernia ubriaca.

Matilde ha finito il suo intervento dicendo che  il passato è importantissimo, che non c’è presente se non c’è la coscienza del passato, delle nostre tradizioni, di ciò da cui veniamo. Per questo ha sottolineato come durante questo documentario abbiano voluto concentrarsi sulle storie di uomini anziani ma che avessero una storia d’amore per la nostra terra, per il nostro mare da raccontarci.

E questo racconto, questo messaggio di amore e di cura per la nostra terra, noi presenti domenica sera l’abbiamo capito e accolto e spero con me anche chiunque altro voglia vedere gli spezzoni del documentario sul sito www.marenegato.it.

1 commento su questo articolo:

  1. Monica Di Fiore ha detto:

    Interessante articolo che denuncia il problema del nostro mare ormai inquinato da tempo. Impossibile trovare lungo tutto il litorale palermitano, una striscia di mare dove non ci sia un cartella che divieti la balneazione. Il mare della nostra Sicilia, tanto apprezzato dagli stranieri e da chi veniva a passare le vacanze da noi, ora ha le acque dove rifiuti di ogni genere galleggiano insieme alle alghe. Inoltre, come dice Matilde Incorpora, le costruzioni abusive nascondono la nostra bella costa. Quindi appoggio la denuncia sperando di riportare, come nel passato, il nostro mare agli antichi splendori.
    Monica Di Fiore

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