Ti regalo un e-book per Natale

7 gennaio 2011 di: Laura Giambruno

Ti regalo un e-book per Natale

Ti regalo un i-phone per Natale

Ti regalo un mac per Natale

Ti regalo un mac-book air  leggero da 1 chilo e due (come se un etto in più potesse fare la differenza)

Ti regalo…

No, se Babbo Natale esistesse, almeno come visione infantile, e se si stesse materializzando qui davanti a me adesso io gli direi di No.

E non gli direi di no perché sono contraria alle tecnologie. Al contrario, penso che una società  possa definirsi ben riuscita solo se in continuo cambiamento, o almeno in un cambiamento che rispecchi l’evoluzione della società. Però ci sono cose a cui sono legata ed una di queste, fondamentale per me, è il valore della scrittura.

Gli e-book fino a qualche settimana fa per me esistevano solo in teoria e si sarebbero materializzati solo in un lontano futuro. Poi una domenica per caso una mia amica ha preso dalla borsetta un e-book con dentro centinaia di libri. Mi è venuto un attacco istantaneo d’ansia sostenuto dai pensieri realistici che mi hanno accompagnato subito dopo.

A parte la bellezza e l’eleganza di un bel libro e le sensazioni che comunica già dalla sua stampa, la sua grafica, l’odore della carta, il tatto della mano sulla carta,la mia mente si è affollata di pensieri ben più pratici.

Ho pensato  all’editoria che avrebbe abbassato il suo livello culturale di parecchio, più di quello che sta già facendo, appoggiata da un mercato nero che già prende piede in maniera enorme per quanto riguarda la musica. Se si lavora di meno si guadagna di meno quindi si deve pubblicare di più.

Questo implicherebbe poca o nessuna selezione sui lavori di scrittura e poesia. Per non pensare ai grafici e alle librerie che chiuderebbero con la conseguenza  di molte persone senza lavoro.

Non so se alla fine questi pensieri siano spinti principalmente dal mio lato di nostalgica amante dei libri e del loro contenuto o da una riflessione più profonda sul degrado futuro della cultura, ma di sicuro penso che bisogna stare attenti a questi fenomeni tecnologici dilaganti e non pararsi gli occhi dietro due fette di prosciutto come avevo fatto io ma evolversi e cercare soluzioni per provare a mantenere un livello culturale sempre alto, come anche riviste come Mezzocielo cercano di fare.

1 commento su questo articolo:

  1. daniela ha detto:

    Sono d’accordo con te, Laura, ma posso aggiungere una cosa.
    Ti dico solo che io quest’anno compirò 50 anni e che sono una madre di un giovanotto di 13 anni che a lasciarlo fare, si comprerebbe tutto il mondo tecnologico che esiste. Non voglio tenerlo lontano per carità da quello che sarà il suo modo di relazionarsi con le persone, il lavoro, la cultura e quant’altro la vita gli proporà, Sarebbe una sciocchezza, dovrà pur lavorare un giorno si spera.
    Io sono una fotografa e per quanto mi riguarda, il passaggio al digitale è stato ostentato e rimandato il più possibile, finché un giorno ha soluzionato il mio mondo lavorativo, dandomi la possibilità di rientrare sul mercato.
    Non scatto più in analogico, ma continuo a farlo con gli occhi e la testa. Ha mio figlio insegno che è necessario conservare la capacità di provare emozioni, per continuare a stupirsi ed essere impressionati dalle cose.
    Potrei aggiungere che la lettura di un buon libro stampato sulla carta, non può essere sostituito da un e-book o la stampa di una foto digitale, non avrà mai lo stesso spessore di una analogica, così come l’ascolto di un MP3, non si può paragonare certamente ad un CD o meglio ancora ad un LP.
    Si tratta quindi secondo me di un’atteggiamento mentale che non ci deve fuoviare dalla realtà di una vita che prepotentemente ci impone mezzi e modi a noi poco inclini, si tratterà di apprezzarli per quello che sono, cioè appunto mezzi di comunicazione di massa. Cercando proprio come fà questo giornale di evolversi e stare al passo coi tempi, perché il tempo è il presente e il presente siamo noi.
    In simpatia Daniela

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