su il sipario, teatro Biondo piuttosto (in)stabile

26 gennaio 2011 di: Anna Trapani

Come può una città come Palermo restare senza il suo Teatro Stabile? Ce lo chiediamo nella indifferenza che pare aver colpito i palermitani. Per fortuna il pericolo sembra scongiurato ma le nubi all’orizzonte non sono fugate del tutto. Sarebbe un pezzo di cultura che scompare dalla città. Certo esistono altri prestigiosi teatri ma fanno generi diversi e non sono il Teatro Stabile, da sempre fiore all’occhiello e punta di diamante dello spazio culturale cittadino. I palermitani tacciono davanti al pericolo, probabilmente ormai avvezzi a sentire e vedere lo sfacelo in ogni dove.

La Provincia, dando il via libera al bilancio di previsione per l’anno in corso, allontana il pericolo che il sipario cali sulla attuale stagione teatrale. Ma c’è sempre un prezzo da pagare. Si parla di un giro di vite nell’organico e nelle spese. Leggasi: licenziamenti. A pagare saranno le maestranze, i tecnici e gli impiegati dello Stabile che con senso del dovere stanno permettendo che l’attuale stagione non si fermi, rispondendo così ad una precisa richiesta degli abbonati che, per quanto diminuiti in modo consistente, tengono duro e vogliono che questa voce della cultura in città non taccia. Il periodo di crisi si riversa inesorabilmente sul teatro con una contrazione di abbonamenti.  Anche se una inchiesta sulle spese del Biondo è appena partita, rimane il fatto che in città manca una politica culturale che abbia un ampio respiro e non navighi a vista. Bisogna rilanciare il nostro teatro ma tutta la cultura in città andrebbe rivitalizzata adeguatamente.

Ci domandiamo se in realtà la cultura interessi a qualcuno nelle istituzioni, poiché combatte il pensiero omologato. Questo qualcuno dovrebbe ricordarsi che «l’arte rinnova i popoli e ne rivela lo spirito».

(Palermo, veduta della Cala dal mare)

4 commenti su questo articolo:

  1. silvana ha detto:

    Brava Anna era necessario che qualcuno aprisse l’argomento

  2. Francesca ha detto:

    Anche io mi unisco ai complimenti di silvana e ringrazio Anna per aver posto l’attenzione sulla condizione dei nostri teatri e sulla loro pessima gestione. Rivolgo un pensiero solidale anche alla grande Emma Dante, al suo teatro, alla battaglia che da molti anni conduce rabbiosamente e appassionatamente.

  3. simona mafai ha detto:

    Fare attenzione, che la difesa del Tetro stabile non diventi – obbiettivamente – una difesa del suo direttore Carriglio.
    Il quale dirige questo Teatro da svariati decenni, e non ha affatto aperto la scena alle esperienze teatrali innovative di Palermo (basti pensare a Michele Perriera, Franco Maresco, Emma Dante). Bisogna salvare il Teatro ma anche rinnovare la direzione. O no?

  4. anna trapani ha detto:

    Cara Simona,
    lungi da me l’idea di voler difendere Carriglio e la sua gestione. Le esperienze innovative che tu citi ma anche altre non farebbero che portare linfa nuova ad un teatro troppo legato a stilemi di altri tempi e ciò avvicinerebbe maggiormente i giovani al teatro Biondo da sempre frequentato da un pubblico con una elevata età media. Io intendo soltanto difendere la presenza di un teatro stabile in città come presenza pur sempre di cultura e di arte. A Palermo non c’è una vita culturale così viva e poliedrica da poterci permettere impunemente la chiusura di una sola voce. La direzione del teatro Biondo va rinnovata su questo non ho dubbi.

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