la morale di Bossi il moralizzatore

28 gennaio 2011 di: Rita Annaloro

E’ curioso che Bossi, all’alba di un tentativo di legge sul federalismo fiscale, di cui non sappiamo niente, visto che i giornalisti vanno tutti dietro a Ruby (o al suo caso?) inviti il Premier a riposare, che tanto alla moralità ci pensano gli uomini della Lega. In questa Padania, dove fioriscono le case di Massaggi Orientali, che fra i tanti servizi offrono pure il massaggio erotico, dove le badanti sfruttate senza permesso di soggiorno vengono invitate da uomini delle Acli a sparare alle vecchine, i cui parenti per motivi fiscali si rifiutano di inoltrare la domanda di regolarizzazione della loro condizione di lavoro, la moralità vuol dire solo silenzio, insabbiature, ricatti trasparenti che mettono fine a ogni tentativo di ribellione.

Con quale faccia tosta questo capo leghista si permette di dire che ci pensa lui? Ci pensa lui a far cosa? A far cessare le polemiche? A corrompere i giornalisti? A riportare la pace nel paese? A imporre le sue leggi non scritte? Nessuno glielo chiede, però, tutti dietro al Premier, ai suoi casi o a quelli delle sue escort, e le escort degli altri? E le schiave dei piccoli borghesi, costrette al silenzio per un pezzo di carta che forse non arriverà mai? L’iniqua legge che tutela gli sfruttatori si chiama Bossi-Fini, ma nessuno lo ricorda, si fa la guerra ai poveri operai cinesi sfruttati dagli imprenditori italiani, non agli imprenditori italiani che sfruttano i cinesi in laboratori clandestini. E che cosa succederebbe se davvero alla questione morale ci pensasse Umberto Bossi e il suo staff di menti raffinate?

Speriamo di non vederlo mai!

(massaggi erotici, part.)

2 commenti su questo articolo:

  1. Silvia ha detto:

    ciao rita mi piace molto il tuo modo di darci notizie che quà difficilmente arrivano ma non hai capito che la morale, il rispetto della morale è l’unica cosa che viene considerata inutile? io mi aspetto ormai qualunque cpsa.

    • rita annaloro ha detto:

      io, invece, mi aspetto che si faccia chiarezza e che cadano giù le maschere. Un mondo migliore è possibile, ce lo dicono, anche se per diverse ragioni, anche i Nord-Africani.

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