tra fumo e fumi, chi è più cattivo

3 dicembre 2010 di: Vivi Tinaglia

Il 25 novembre 2009 un comunicato stampa della “Associazione medici per l’ambiente” denunciava l’alterazione dei dati di uno studio, condotto in Inghilterra in prossimità di alcuni inceneritori. Lo studio inglese, eseguito da Elliot, evidenziava una diminuzione del rischio tumori man mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.

La “reinterpretazione” italiana riportata nel “Quaderno n. 45 di Ingegneria Ambientale” utilizzato come riferimento da molte Pubbliche Amministrazioni, compresa la Regione Siciliana, dichiarava invece che «non si era evidenziata nessuna diminuzione del rischio, man mano che ci si allontanava dalle sorgenti emissive».

Un recentissimo studio, pubblicato sulla rivista “Occup Environ Med”, condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Lione in un’area in cui sono attivi 21 inceneritori, ha evidenziato su 304 neonati affetti da gravi malformazioni all’apparato genitale, rischi statisticamente significativi, sino a quasi sei volte l’atteso, correlati all’esposizione di diossina emessa dagli inceneritori.

Proviamo a chiederci: ma come mai ad una campagna martellante sugli effetti nocivi del fumo delle sigarette, segue un ovattato silenzio sul fumo certamente più pervasivo prodotto dagli inceneritori?

1 commento su questo articolo:

  1. silvana ha detto:

    Brava! Vivi con il tuo stile contenuto, contenutissimo… dai notizia importanti e poco conosciute.

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