rifiuti scorie monnezza, la soluzione federalista

8 dicembre 2010 di: Rita Annaloro

In caso vi fosse sfuggito il Tg3 del 6 dicembre: il governatore della Puglia, Nichi Vendola, è disposto ad accogliere i rifiuti di Napoli, a patto che i camion di rifiuti provenienti dal Veneto vengano rispediti al mittente. Era ora che ci si preparasse al federalismo, magari a partire dai rifiuti.

Se poi qualcuno si prendesse la briga anche di far chiarezza sui travasi regionali, un po’ di informazione forse aiuterebbe l’opinione pubblica, che vede, nelle trasmissioni di approfondimento di Report, tutto il marcio della Croce Rossa in Sicilia e sente solo menzionare velocemente i disastri dello stesso ente ad Alessandria o Treviso. C’è un’ambiguità di fondo pericolosa in Italia, su ciò che è di competenza nazionale e quanto invece dipende dal governo centrale, e questa confusione aumenta l’acredine tra Nord e Sud e favorisce i furbi, come il governatore Zaia, che già nella scorsa campagna elettorale si era dichiarato a favore del nucleare, salvo poi a promettere ai suoi adepti che mai i rifiuti si sarebbero smaltiti in Veneto, non essendo reperibile nel territorio alcun luogo adatto.

Non mi stupirei se il Governatore Zaia pensasse alle miniere di sale in Sicilia, come luogo adatto per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari italiani, anche perché isolata dall’Italia, e quindi meno pericolosamente vicina al territorio veneto, che gli sta tanto a cuore.

Sono tutti contrari al ponte di Messina, giustamente, anche per non dare alla mafia un’ulteriore possibilità di infiltrazione, ma siamo pronti a scommettere che nessuno paventerebbe gli stessi timori nel caso del nucleare, delle centrali da costruire e delle scorie da smaltire.

(paesaggio con radicchio trevigiano)

2 commenti su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Assolutamente giusta, la prima parte. Il Sud ha un mucchio di disastri, ma c’è una particolare, insistente acidità dei commentatori nazionali nei confronti della realtà del Meridione. Ad esempio, la sanità. Pur con tante difficoltà nella organizzazione sanitaria in Sicilia qualche passo avanti si sta facendo. Occorre ricordare l’orrore della clinica privata di Milano, intestata a qualche santo, dove si facevano operazioni non necessarie per poter incassare maggiori rimborsi dalla Regione?
    Sul nucleare sono meno d’accordo. Non credo che la Sicilia accetterebbe di accogliere nel proprio territorio le scorie delle eventuali (e speriamo rifiutate) centrali atomiche.

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