la rivincita dei gladiatori, crolla il mite con tutta Pompei

3 dicembre 2010 di: Silvana Fernandez

Caro ministro Bondi, vengo in pace: non parlerò, infatti, di Pompei. E poi conosco già la sua versione dei fatti: «Con una giunta comunista, con condizioni meteorologiche estreme e con un vago sentore di complotto internazionale, cosa avrei potuto fare?» Sì, ministro Bondi, ha ragione, non si può sempre lottare, lei è un mite. Il suo volto somiglia a quegli oggetti ovali che fanno bella mostra in arredamenti minimalisti e che crediamo vengano da lontano per scoprire, poi, che sono soltanto dei deodoranti per ambienti fatti di plastica colorata e non, come avevamo creduto, di prezioso marmo. Un soffio, due soffi e un odore di erba si spande intorno.

Eravamo sicuri che il premier, come noi, compatisse la sua timidezza e le avesse trovato questo posto di ministro con la speranza di distoglierlo dallo scrivere poesie che, spesso, gli declamava e che, diciamolo, non servivano neanche come testo alle melodie di Apicella. La cultura era per lei un mondo lontano, a cui però eravamo sicuri non sarebbe stato ostile. All’inizio è andato tutto come previsto, lei, rifiutando di dare qualunque appoggio finanziario a musei, biblioteche, etc, etc ripeteva le parole di Tremonti: «Non ci sono fondi». Poi qualche cosa è accaduto e, caro ministro, ha cominciato a fare alcuni strappi. Per esempio, a Novi Ligure, residenza di Manuela Repetti deputata del partito dell’amore e amore della sua vita, ha fatto restaurare chiese di incerto interesse artistico e ha dato perfino alla banda del paese una sovvenzione.

Ha anche cominciato a interessarsi a vari casi umani, cosa che denota la sua anima nobile, ma considerare un caso umano, come lei ha dichiarato, l’ex marito della Repetti, mi pare pretestuoso. Dato che lei Ministro, per la sua ex moglie Maria Gabriella Podestà, non ha certo adottato il detto «una donna non si batte neanche con un fiore», perché mai dunque per questo ex marito acquisito da lei indirettamente, si doveva invece trovare un sistema opposto, dandogli un compenso di 25.000 euro (soldi sempre dei contribuenti)? Forse si trattava di una buonuscita da parte di Manuela Repetti per un matrimonio finito? La Repetti, deputato e figlia di un imprenditore molto ricco, poteva liquidare da sola la cosa e dare una paghetta migliore a suo figlio ventenne, che lei ministro ha fatto mettere a nostro carico affidandogli un lavoro di esperto in cinematografia, definendo anche il ragazzo un caso umano. Ma da caso umano a caso umano si arriva al caso di quell’attrice bulgara, in arte Michelle Bonev. L’attrice tanto amata, non si è capito bene in che ordine, sia dal premier bulgaro sia dal nostrano, era entrata in sofferenza per non aver ricevuto, al festival di Venezia, nessun plauso al suo film “Good bye mama”.

Pretesa in verità assurda, perché il film non era mai uscito in Italia né in Bulgaria, e soprattutto non partecipava al festival! Ma questi sono particolari che non contano, pur di far tornare il sorriso sulle labbra amate dai due premier lei è stato pronto a predisporre, con ministri ed ospiti veri, la consegna di un premio fasullo proprio nelle sale attigue a dove si procedeva alla assegnazione dei leoni d’oro e d’argento. Una farsa degna di Arlecchino servo di due padroni. Se si fosse fermato tutto lì, al costo di una pergamena avremmo sorriso anche noi. Ma le cose purtroppo sono andate oltre. Lei ha ospitato una delegazione bulgara di trentotto membri nei migliori alberghi della serenissima, colazione e caviale serale compreso. Ha organizzato poi, sempre per festeggiare quel premio inesistente, cene reali dove lo champagne correva se non a fiumi sicuramente a ruscelli.

I costi del tutto ci sono pervenuti solo in parte, ma siamo rimasti così sconvolti, così trasecolati che, mi creda, possiamo figurare fra i suoi casi umani e aspettarci dunque da lei un certo interessamento. Vorremmo, infatti, sapere perché ha preso tanto a cuore questo film, proprio lei che non ha voluto presenziare a Cannes per non impolverarsi con l’umore della Guzzanti. Perché proprio lei, che ha rifiutato qualunque aiuto ed ha anzi attuato tagli notevoli all’industria cinematografica italiana, ha perorato presso Masi l’acquisto del suddetto film da parte della televisione di Stato? Caro Bondi, vengo in pace, non le parlerò né della casa dei gladiatori, né di quella del moralista, né di dimissioni, ma lei qualche risposta, magari in rima, dovrà pur darcela.

(vignetta di Candido in copertina, nel testo: lapide su un edificio di Ortigia che pare fatta su misura del poeta Bondi)

5 commenti su questo articolo:

  1. paolo.R ha detto:

    Che dire, che dire…bravissima, ne aspettiamo uno su Frattini, su Letta insomma una galleria di risate!

  2. anna trapani ha detto:

    Fantastico! Esilarante! Questi tuoi pezzi umoristici li potresti raccogliere in un volume. Alla prossima puntata.

  3. marcella ha detto:

    più la situazione diventa drammatica più cerchiamo spunti per mettere in risalto le cose comiche, anzi grottesche del governo e di tutto ciò che ci circonda. Non so se questa è la strada giusta ma almeno ridiamo e riflettiamo, grazie per questo modo di prendere la vita che coinvolge anche noi.

  4. agnese.b ha detto:

    mantenere la tensione con un umorismo così fortemente lucido è un pregio notevole anchhe’io penso che dovresti scrivere un libro umoristico o l’hai già fatto?

  5. marcella.g ha detto:

    Brava, ho riso molto, aspetto il prossimo ritratto.

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