DEPUTATE PARTORIENTI: BRAVISSIME!

16 dicembre 2010 di: mezzocielo

Scriviamo i loro nomi e magari – quando un certo giorno molto atteso verrà, mandiamo loro gli auguri. Le deputate Giulia Bongiorno (nota avvocata, presidente della Commissione giustizia della Camera, finiana doc), Giulia Cosenza (gruppo Futuro e Libertà) e Federica Mogherini (della segreteria nazionale del Partito democratico), tutte alla vigilia del parto, affrontando non poche difficoltà e qualche rischio, si sono recate a Montecitorio il 14 dicembre,  per esprimere il loro voto di sfiducia al Governo Berlusconi. Bravissime! Le donne sono per natura e storia pioniere; ogni loro immissione nel mondo pubblico comporta (dovrebbe comportare) modifiche di regole ed assunzione di comportamenti inediti. Il mondo è fatto di donne ed uomini, e la parità nei diritti non significa omogeneità: ciò emerge clamorosamente proprio in caso di gravidanza e maternità. Secoli fa nelle campagne le contadine e braccianti partorivano  nei campi, sotto gli alberi. Quando sorsero le prime fabbriche, e le donne vi entrarono in massa, le prime società di mutuo soccorso proposero una qualche protezione e assistenza (modestissime) a favore delle lavoratrici madri. A metà del secolo scorso, dopo la guerra, con il peso politico crescente del movimento operaio, si giunse –e prima che altrove in Italia – ad una legislazione di protezione completa. E le deputate? Ovviamente il lavoro del parlamentare è molto particolare, e non si tratta di applicare in Parlamento le misure di tutela conquistate per le altre lavoratrici. Però …però….qualcosa di corrispondente dovrebbe essere inventato. Non si può proibire ad una parlamentare di avere figli – né le si può chiedere di pagare la propria maternità con un lungo periodo di disimpegno che, per chi ha scelto liberamente e con passione questo tipo di attività, costituirebbe una riduzione di ruolo inaccettabile. Abbiamo fiducia che le parlamentari tutte, riflettendo su questa vicenda, elaborino proposte originali e adeguate (e che non vengano poi loro “scippate” dai colleghi: se si concede per un certo periodo di gravidanza e di parto il voto per delega o per posta alla deputata partoriente, è possibile che altri deputati rivendichino la medesima agevolazione per andare dal dentista o magari in vacanza!) La maternità non è una malattia, cui si provvede con altre leggi. La maternità ha un valore specifico ed unico, e nella sua unicità deve essere tutelata anche in Parlamento.

1 commento su questo articolo:

  1. caterina ha detto:

    Brava Simona ad averlo notato, la maternità non è una malattia si tratta di qualcosa di unico che andrebbe rispettata, tutelata con leggi speciali anche in parlamento

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