vizi privati e pubbliche indecenze

6 novembre 2010 di: Giusi Catalfamo

A mo’ di riassunto delle puntate precedenti, sempre a proposito delle malefatte e dell’origine oscura della immensa ricchezza del presidente del Consiglio, voglio riportare il contenuto di una intervista di Marco Lillo su Il Fatto Quotidiano, al dott. Giovanni Scilabra già direttore generale della Banca Popolare di Palermo nel 1986. In quell’anno, Marcello Dell’Utri, accompagnato da don Vito Ciancimino bussò alla porta della banca per un prestito di 20 miliardi di vecchie lire a favore di un grosso imprenditore del nord, dietro pagamento di interessi congrui. L’imprenditore del nord era Silvio Berlusconi,Vito Ciancimino è stato, prima, assessore ai Lavori Pubblici, poi sindaco di Palermo e, durante il suo mandato si è occupato della manutenzione di strade, acquedotti, fognature, tutte appaltate ad Arturo Cassina, socio di maggioranza della banca e considerato l’Agnelli di Palermo, un nome che contava, e non solo a Palermo. Grande amico di Gheddafi, il conte Cassina aveva installato le tende nei suoi saloni, affinché il dittatore si sentisse a proprio agio, garantendosi intanto ghiotti appalti in Libia. (quando si dice il richiamo del sangue!) Ottime credenziali quelle del conte Cassina: legato ai Corleonesi, gestiva le manutenzioni, era cavaliere del Santo Sepolcro, era ben introdotto presso lo Ior, la banca del Vaticano, insomma un curriculum di tutto rispetto. La richiesta del grosso prestito derivava dal forte stato di indebitamento delle società Fininvest, a cui le banche del nord avevano chiuso i rubinetti.

Ma poi l’affare, nonostante le pressioni di don Vito, tutt’altro che disinteressato, sfumò nel nulla perché le condizioni di restituzione del prestito non erano favorevoli. Alla domanda come mai abbia sentito il bisogno di raccontare questo episodio, dopo tanto tempo, il dott. Scilabra risponde perché stanco di tante bugie, visto che Ghedini, il dott. Stranamore del presidente del Consiglio, continua ad affermare che né Dell’Utri né Berlusconi abbiano mai avuto rapporti con don Vito. Non so se il dott. Scilabra sia mai stato interrogato dagli inquirenti, ma questo è l’ennesimo tassello che si aggiunge alle origini oscure dell’immenso patrimonio del cavaliere.

Aggiornando l’agenda sulle peculiarità della settimana del presidente del Consiglio, continua a tener banco l’affaire Ruby, dove tutti si affannano a dire che i fatti privati non interessano e restano fatti privati, definendo invece scandaloso il comportamento di un presidente del Consiglio che abusa del suo potere per sottrarre agli organi competenti una minorenne marocchina accusata di furto e trovata senza documenti. Certo è uno scandalo e ne aspettiamo gli sviluppi, ma quello che a me preme chiarire è che non considero un fatto privato un presidente del Consiglio, fervido amante delle donne, che, per assecondare la sua generosità e la sua innata bontà d’animo, si “rilassi” a spese di minorenni, meglio se superdotate, allestendo nelle sue alcove sordidi paramenti con troni dorati e attrezzi per lap dance, confortato da uno stuolo di amici compiacenti. Data ormai la sua veneranda età, forse si fornisce di adeguati strumenti per fare, nella migliore delle ipotesi, il guardone, cioè quello che in altri contesti viene definito un vecchio porco.

Allora, in questo caso chiediamo pronte dimissioni e lunghi soggiorni in apposite cliniche guidate da personale specializzato, magari in quel di Antigua o in uno dei suoi ventidue tra residence, ville, castelli, alcove o come li voglia chiamare. Un lungo, lungo periodo di riposo, ma che sia lontano dall’Italia.

(castello medioevale, abbastanza tetro e distante per un lungo soggiorno)

4 commenti su questo articolo:

  1. elisabetta ha detto:

    La Catalfamo ha colto nel segno, ma noi ci chiediamo, di tutte queste accuse, contro la banda al governo, cosa ne fanno i magistrati? anche i giornali come mai non mettono in prima pagina le dichiarazioni del direttore di banca? Brave comunque voi tutte sempre sulla notizia

  2. paolo.R ha detto:

    Cara Giusi vi ho già detto varie volte che certe notizie sono una novità che mi fa percorrere il vostro sito volentieri, il rischio che si corre è quello di restare senza finale

  3. cetti ha detto:

    d’accordo totalmente!

    • Giusi Catalfamo ha detto:

      Il punto è che non ci si può distrarre e che occorre sempre documentarsi per saperne di più ed essere un po’ più informati e ascoltare voci diverse, mai una sola. Grazie comunque per i vostri commenti, sono sempre utili e graditi e ci aiutano per andare avanti

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