Gente di qualità

24 novembre 2010 di: Reportage di Shobha- Testo di Mariachiara Di Trapani

PHNOM PENH, capitale della CAMBOGIA- Una bambina cerca tra i morti la madre che non trova. 23 Novembre 2010. Foto di Shobha.

Nell’ indifferenza della stampa nazionale ed estera, mentre il numero delle vittime non si è ancora fermato, ancora molti sono i corpi dispersi nelle acque, a Phonm Penh questa mattina si sono svolti i funerali di Stato. La cerimonia è stata il trionfo del rispettoso silenzio sulla caotica capitale cambongiana, non vi era nessuna bara, ma la commozione era tanta.

Continua ad aumentare il numero delle vittime della Festa che Lunedì è terminata in tragedia. I corpi di donne e bambini sono più della metà dei 456 morti schiacciati dalla ressa. Provvisorio il bilancio dei feriti oltre 398. Le statistiche riportano la giovane età media delle vittime dai 15 ai 25 anni.

“La Festa dell’ Acqua” è  una delle più importanti festività cambogiane. A Phonm Penh arrivano milioni di persone da tutto il paese per tre giorni di celebrazioni. Una festa di gioia e buon augurio che si fa coincidere con i giorni di luna piena, in cui s’ inverte la corrente del fiume Tonle Sap, causando la piena del Mekong: una garanzia di buoni raccolti e pesca abbondante. La gente ringrazia l’acqua innaffiandosi e assistendo alle gare fra barche lungo il fiume.

Shobha in questi giorni aveva fotografato la festa e così scritto: “ Avevo deciso di non fermarmi la sera per paura, perché non avevo mai visto tanto calca, chilometri di gente ammassata che si muoveva a passi lenti…anche di giorno, ma almeno con la luce mi era più facile avanzare”.

Riceviamo le prime fotografie realizzate negli ospedali e sul ponte dove è avvenuta la disgrazia.

Sembra che sia stato l’intervento della polizia a scatenare il panico: ha sparato gli idranti sulla folla bloccata sul ponte che collega la città all’isoletta Diamond Island.  Nella ressa causata dal terrore di non riuscire ad avanzare, molti sono caduti ed annegati nel fiume Tonlè Sap, mentre altri morivano schiacciati e calpestati dalla moltitudine.

Su molti corpi sono stati trovati segni di bruciature. Il giornalista Steve Finch, presente al momento del disastro, ha riportato alla Cnn che le scariche elettriche  potrebbero essere state causate da cortocircuiti scatenati dal contatto tra la raffica d’ acqua degli idranti e i festoni di luci intermittenti che ricoprivano il ponte. Ipotesi avvalorata dalla testimonianza di altri testimoni, da un cameraman della Reuters travolto dalla ressa e da un medico che ha prestato i primi soccorsi.

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