su al sud

27 ottobre 2010 di: Daria D’Angelo

Oltre che per l’aggressione a Luca Massari, il tassista milanese in coma da domenica, gli indagati sono accusati di minacce alle persone che hanno testimoniato. I due sembra abbiano minacciato verbalmente, presentandosi anche nella loro abitazione, i testimoni ancora da ascoltare. Secondo Alessandro Giuliano, capo della Squadra Mobile, ci sarebbero infatti degli elementi concreti su minacce e intimidazioni portate avanti dai due nelle ore precedenti il fermo. Si sta indagando anche sulla macchina andata a fuoco dopo che una persona aveva testimoniato. Malmenato il giornalista che era andato a fare foto all’auto incendiata.

«Numerose persone non hanno collaborato con le forze dell’ordine per ricostruire l’aggressione al tassista e molti continuano a non collaborare» ha spiegato il capo della Mobile, «influenzati da un clima di reticenza che ha coinvolto molte persone che hanno assistito al fatto di sangue».

E’ bastato che per un giorno i giornalisti andassero a intervistare i residenti di questo quartiere milanese, che tutti si sono scagliati contro perché si stava infangando il buon nome di Milano e dei suoi abitanti. Al resto d’Italia e al mondo bisogna tacere che a Milano succedono le stesse cose che succedono a Napoli, Palermo e Reggio Calabria.

Omertà dell’omertà? Quando i fattacci succedono al Sud tutti fanno i moralisti e parlano di terzo mondo. Purtroppo, invece, abbiamo avuto la conferma che al Nord la vita degli esseri umani non conta niente, vale di più quella di un animale.

E se al posto del cagnolino si fosse trovato un povero extra comunitario? Non oso scommettere su quello che penso, magari avrebbero detto che non aveva “civilmente” attraversato la strada sulle strisce pedonali.

Le strade pullulano di delinquenti e criminali dappertutto, ci si appella alla collaborazione dei cittadini, ma la paura di una ritorsione è una realtà che non conosce confini, e ad un testimone viene incendiata l’auto a Palermo come a Milano, violenza, vittime innocenti, omertà… a Palermo, come a Milano.

Un remake di cui non si deve parlare, questo. Ma non stiamo iniziando a varcare il confine delle intenzioni sociologiche per assistere, sempre più impotenti, alla proiezione di commedie surreali?

(Milano di notte, ph. Gianni Pezzani)

2 commenti su questo articolo:

  1. silvana ha detto:

    ciao daria, mi piace molto questo tuo confronto fra sud e nord è come se ci portassi dentro una realtà che noi viviamo poco tanto abbiamo il sole…!

    • Daria ha detto:

      Ciao Silvana,
      grazie per il commento.
      In realtà “..tanto noi abbiamo il sole” potrebbe essere un altro titolo di questa commedia surreale senza più confini .
      Omertosi più abbronzati ?
      Hai colto il senso velato di una rassegnazione tutta meridionale che sembra essersi incancrenita in abitudine. Soltanto approfondire l’argomento “Valori” e in particolare “valore umano” potrebbe costituire l’ultima ancora cui aggrapparci….sperando che, almeno, questo nostro sole del sud riesca a scaldarci ancora.
      Daria

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