soldi soldi soldi, nel florido nord est

28 ottobre 2010 di: Rita Annaloro

E’ notizia recente che il sindaco di Verona Tosi è finalmente riuscito a piazzare un uomo della Lega, Marco Biasi, nel Cda di Unicredit, che verosimilmente farà da tramite tra gli imprenditori locali e la finanza internazionale. Non solo, cercherà, pare, di piazzarne anche un altro, visto che i Consiglieri saranno d’ora in poi otto. Eh sì, perché la crisi è pesante e gli imprenditori del Nord vanno aiutati.

Ma allora, qualcuno mi vuol spiegare chi ha messo i soldi per fondare la miriade di banche e casse di risparmio che spuntano come funghi in città di media levatura come Padova? Su una superficie di Kmq. 92,85 oggi possiamo scegliere di investire il nostro denaro, a parte le storiche Banca Antonveneta, Unicredit, Cassa di Risparmio del Veneto, in: Banca Popolare del Veneto, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca dell’Artigianato e dell’Industria, Banca di Romagna, Credito Bergamasco, Banca Sant’Elena, Friuladria-Credit Agricole, e perfino Banca Popolare di Marostica, piccolo comune in provincia di Vicenza di 12.653 abitanti, famoso per le ciliegie e per una partita a scacchi in costume.

Una banca costa, io credo, ha bisogno di statuti, finanziamenti, accordi, piani di sviluppo ecc., oltre che di azionisti. Ma chi sono questi nuovi padroni? Non certo i poveri imprenditori che hanno tanto bisogno di aiuto, evidentemente; però è sicuramente qualcuno che ha interesse a investire nel Nord-Est. Allora o sono i clandestini, che però non si capisce come possano disporre di tali capitali, o sono persone che fanno i soldi in altri modi o in altri mondi. Vuoi vedere che si tratta del solito riciclaggio?

Eh già, perché se fosse tutto in regola, che bisogno avrebbero gli imprenditori locali di far sentire le proprie ragioni in una banca internazionale come Unicredit? Si tratta forse di condizionare le politiche economiche nazionali? E che interesse potrebbero trarne gli amministra-tori locali? Come è possibile che la gestione del potere passi per le banche? E se così fosse, l’equazione più banche = più potere come potrebbe spiegare la crisi economica in cui ci troviamo?

2 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    A quanto ho capito rita vive a padova queste notizie fresche fresche… dal nord aumentano le nostre perplessità e la voglia di ribellarsi a questo continuo razzismo nei nostri confronti, un direttore di una banca del sud è sicuramente colluso ma un proprietario di una banca del nord?

    • rita annaloro ha detto:

      Chissà chi lo sa! e chi vuole saperlo? Attendiamo fiduciosi notizie dal futuro.
      rita annaloro

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