Sgomento

11 ottobre 2010 di: Teodora Pottino

La corda che Michele Misseri ha usato per strangolare la giovane Sarah nel pomeriggio del 26 Agosto, adesso non c’è più,quest’uomo l’ha bruciata, nel tentativo di non lasciare nessuna traccia dell’omicidio e della violenza commessa. Una violenza che alla fine è stata confessata, e di fronte alla quale il mio sgomento prende spazio su ogni altra sensazione che posso provare. Questa ragazza di soli quindici anni è stata uccisa e in seguito violentata da suo zio; l’hanno creduta scomparsa per mesi,ma intanto le indagini degli inquirenti si andavano restringendo intorno al nucleo familiare, fino a quando  la verità è emersa  dopo una agghiacciante confessione. Per adesso televisione, internet diffondono notizie  su quanto scoperto, mi chiedo però  se possiamo fare qualcosa che non si limiti solo alle parole, ma che dia voce a una protesta,più profonda, che sia pure simbolica,ma che non si consumi nello spazio di un giorno. La notizia di una violenza simile ci scuote, soprattutto se pensiamo che l’artefice non è un estraneo, fa parte di quella famiglia,era zio della nipote uccisa.

Si aggiunge quindi al dolore per Sarah, un’altra paura, quella che noi ragazze possiamo iniziare a diffidare di quanti ci stanno attorno

2 commenti su questo articolo:

  1. luana ha detto:

    è già terrificante pensare che uno zio possa compiere un tale atto criminale, ma è ancora più agghiacciante pensare che a questo delitto abbia potuto partecipare la cugina, amica del cuore oltre che parente. I valori della famiglia, già oggi messi così in crisi, ricevono un altro scossone! La cosa terribile, che mi dispiace comunicare a una giovanissima è che la vita ci insegna che, purtroppo, proprio nell’ambito familiare si coltivano e crescono, silenziosi e non, i peggiori sentimenti di invidia e gelosia che all’improvviso possono scoppiare anche se,fortunatamente, nella maggior parte dei casi, con modalità meno cruente, ma sempre dolorose.

  2. anna ha detto:

    è triste constatare che una ragazza giovane come te che fin ora sembravi la più sicura di tutte si ponga questa domanda “dobbiamo dunque diffidare” è triste dovere rispondere “sì non avevi capito ancora che genere di mondo abbiamo preparato per voi noi adulti?”

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement