listiamoci a lutto per Sarah

7 ottobre 2010 di: Francesca Traìna

Dopo aver appreso che la giovane Sarah, scomparsa tempo fa, è stata barbaramente uccisa dallo zio che l’ha violentata dopo averla assassinata, propongo di listare a lutto, per un tempo da concordare, il sito e la rivista Mezzocielo, tutte le altre riviste femminili o curate da donne, le associazioni femminili, (Udi, Libreria delle donne, via Dogana…) i movimenti tutti, per significare con un forte gesto simbolico la nostra indignazione e la condanna – senza se e senza ma – alla barbarie dilagante, allo stupro, alla violenza.

Non possiamo solo parlarne. Diamo un segnale forte e visibile alla società e alle coscienze tutte e che parta da noi di Mezzocielo e da Palermo e si diffonda su tutto il territorio nazionale. Facciamo quel gesto simbolico che in occasione delle stragi fermò l’attenzione del distratto mondo. Allora furono il digiuno delle donne di piazza Castelnuovo e i lenzuoli, ora potrebbe essere altro. Grazie.

44 commenti su questo articolo:

  1. gisella modica ha detto:

    Non possiamo solo parlarne. BASTA PAROLE! DOBBIAMO FARE GESTI! Listiamo a lutto i balconi della città. Che diventi un passaparola.

  2. anna trapani ha detto:

    Sono d’accordo con quanto propone Francesca. Parlare solo non serve più a niente. Ci vogliono gesti forti ed evidenti per tutti. Sì, listiamo a lutto le riviste curate da donne a cominciare da “Mezzocielo”. La solidarietà deve partire da noi!

  3. silvana Fernandez ha detto:

    Il viso attonito della madre di Sarah è il simbolo della mancanza di speranza non perdiamo la speranza anche noi, facciamo qualcosa!

  4. M.Luisa Di Bartolo ha detto:

    Aderisco al vostro appello e alla proposta di dare un segno forte che parta da noi donne.

    • Giusi Catalfamo ha detto:

      Sarah, siamo madri, sorelle, zie, nonne, amiche, compagne di scuola, e tutte piangiamo e vogliamo manifestare il lutto anche con gesti di protesta che si vedano, che tutti sapppiano: Basta mattanze, basta con questo elenco che non finisce mai, ma sappiamo che, mentre scriviamo da qualche parte si sta consumando un altro delitto, crudele come il tuo, che avevi ancora tante cose da dire e da fare, tutto un mondo da scoprire. Eri solo una bambina.

  5. Evelina Santangelo ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo.

  6. mariella faraone ha detto:

    Sono d’accordo per un’azione visibile e forte.

  7. margherita riotta ha detto:

    concordo con gisella, uno striscione bianco per una giovane vita spezzata, ma a mio parere dovremmo scendere anche in piazza per urlare il nostro sdegno nei confronti di realtà che ancora oggi esistono.

  8. maria madonia ha detto:

    E’ indice di civiltà manifestare sdegno e disapprovazione di fronte ad un gesto così barbaro!
    Manifestiamo solidarietà alla mamma di Sara e a tutte le donne che ogni giorno vivono sulla loro pelle forme di violenza diversa.
    Uniti saremo una forza, la lotta è ancora faticosa e lunga!!

  9. linda pantano ha detto:

    sono d’accordo, aderisco all’appello

  10. marina ha detto:

    sono d’accordo dobbiamo dare un segno forte di sdegno a tutto questo!!!! e scendere in piazza !!!

  11. Marcella Geraci ha detto:

    Secondo me invece dobbiamo continuare a parlarne. A parlare di questo come di altri fatti agghiaccianti che accadono nel nostro paese ancora oggi. Secondo me parlare, per una rivista come questa e come tante altre, significa informare, ricordare,coinvolgere, far pensare. E ricordare, informare, rivolgere e far pensare appartengono all’agire di una rivista e di un mezzo di comunicazione.
    Facciamo in modo che quest’appello non venga spazzato via con i giorni che seguono alla tragedia, di non organizzare una eclatante protesta alla quale subentri l’abitudine. Facciamo in modo invece di dedicare e intitolare uno spazio a Sarah, dove approfondire, con tutti i nostri mezzi, i temi legati alla violenza.
    Facciamo in modo che chi voglia informazioni in merito agli aiuti nei confronti delle donne maltrattate li abbia. Che chi voglia riflettere su un tema come questo e capirne la portata nella nostra società lo possa fare con noi.
    Alle domande cerchiamo di dare una risposta. Che è poi una delle funzioni nobili di un giornale. Anche on line.

    • Rosanna Pirajno ha detto:

      Fare un gesto forte è necessario, e tra le proposte arrivate – molte, a manifestare quanto ci siamo sentite cacciate nel pozzo nero della barbarie insieme alla piccola Sarah – sono personalmente favorevole alla tua:
      parlarne ancora e ancora, riflettere, informare, ragionare, discutere, approfondire … mostrare che siamo capaci di svolgere la «funzione nobile di un giornale», come affettuosamente dici.
      Ciò non toglie che si possano listare a lutto i balconi come le testate dei giornali, lo faremo con il cartaceo in lavorazione, e nel sito una pagina bianca con una immagine di candela, quella che sto per caricare
      come segno di lutto. Continuate a scrivere, non lasciateci sole.

  12. Vincenza ha detto:

    Aderisco alla vostra proposta!!!!!!!!!!!!!!

  13. Daniela Dioguardi ha detto:

    E’ davvero terribile, atroce, quest’ultimo episodio di violenza contro una ragazzina. Che cosa è possibile fare per dire basta? Sono d’accordo con le proposte fatte da Francesca, Gisella e altre per significare l’indignazione e la condanna ferma alla violenza maschile sulle donne. Sento tuttavia il bisogno di confrontarmi in modo autentico, senza pregiudizi, con voi e con le donne che hanno vissuto/vivono il femminismo e di interrogarci non solo sulla sordità, arroganza, incapacità di mettersi in discussione del genere maschile, ma anche sulla nostra pratica. Siamo sicure di avere fatto tutto ciò che dovevamo e potevamo per affermare e inscrivere nell’ordine sociale, simbolico il principio dell’inviolabilità del corpo femminile? Mi ostino a pensare che, oltre a rimediare ai mali del mondo, cosa che continuiamo a fare, forse potremmo eliminarne qualcuno………

  14. Fiorella Campione ha detto:

    Parliamone, scendiamo in piazza, urliamo lo sdegno, listiamo a lutto i balconi delle città o appendiamo candidi striscioni bianchi.. ognuna di queste cose, purché questa atroce vicenda non faccia la fine di tutte le altre! Eclatanti al debutto e giorno dopo giorno dimenticate!
    NO!! Non si deve dimenticare! E per questa ragione, insieme alla morte di Sarah, io ricorderei anche tutte quelle storie,altrettanto orrende, alle quali oggi non si pensa piu.
    NON DIMENTICHIAMO.

  15. federica la scala ha detto:

    Che questa protesta simbolica possa davvero non fare passare questo atto di violenza efferatissima come una semplice notizia di una settimana….(vedi Elisa Claps)………………………..ADESSO BASTA……………………………………………………………………….

  16. graziana ha detto:

    Io sono veramente sconcertata..non ho altre parole da aggiungere! E’ inconcepibile quello che è successo..Non immaginavo csi potesse arrivare a così tanto..

  17. valeria ferrauto ha detto:

    Ritengo che sia necessario fare in modo che se ne parli, che si urli il dolore di noi donne, di noi madri, sorelle violate dalla violenza maschile. Guardo mia figlia e temo… penso con orrore a tutte le volte in cui ho sentito lo sguardo di certi uomini farsi minaccia e avverto la paura che mi impone di fare attenzione sempre e nn abbassare mai la guardia … guardo mia figlia e temo possa essere un’altra vittima… non bisogna dimenticare

  18. giulia ha detto:

    Non ci sono parole per descrivere il disgusto che provo in questo momento…….. mi unisco a voi perchè il fatto in questione mi ha indignata molto,mi ha segnata forse troppo, e ancora adesso non riesco a non pensarci………… la verità è che purtroppo ancora oggi ci sono uomini che agiscono mossi soltanto dal proprio ‘Istinto animale’ (lo definirei così), di fronte al quale noi donne siamo incapaci di difenderci……….
    spero ancora nella giustizia……….

  19. Evelina Santangelo ha detto:

    io ho scritto questo pezzo che ho pubblicato, non su un quotidiano, ma su Nazione Indiana.

    http://www.nazioneindiana.com/2010/10/08/sarah-un-orrore-domestico/#comments

    Non so, ma mi sembrava doveroso spezzare quella geremiade più o meno sincera o ipocrita di commentatori che lamentavano o si scagliavno contro la televisione che cannibalizza il dolore, senza affrontare il senso, o meglio, l’insensatezza di quel dolore e di quella ipocrisia che maschera spesso l’orrore domestico.

  20. claudia ha detto:

    E’ una tragedia a cui non si può più assistere in silenzio…BASTA..

  21. patrizia stagnitta ha detto:

    non dico niente. aderisco.

  22. Marina La Scala ha detto:

    marina scrive:
    08/10/2010 alle 14:58

    sono d’accordo dobbiamo dare un segno forte di sdegno a tutto questo!!!! e scendere in piazza !!!

    NON SI DEVE DIMENTICARE!!!

  23. denise pavone ha detto:

    aderisco anche io ovviamente.
    mi fa schifo tutto quello che è successo,scendiamo in piazza e manifestiamo!!!!
    SIAMO DONNE E NON POSSIAMO DIMENTICARE.

  24. Francesca Vassallo ha detto:

    Cessano le parole quando esplode la tragedia: “il male fugge la luce” (S:Weil). Solo solidarietà con le vittime.

  25. Carmen Rotolo ha detto:

    Un caro saluto a tutte e in particolare a te, Francesca. Ieri mattina, prima di andare a scuola, ho controllato le prime pagine dei giornali. Non ho potuto fare a meno di associare la notizia a due immagini: le mie ragazze e certi signori di mezza età sempre più accostati a donne giovani e belle. Con dolore ammetto di credere che la diffusione pacifica di taluni modelli comportamentali stia instillando nelle menti malate (o solamente maleducate) il convincimento di poter agire come si vuole, senza la certezza di una pena. Aderirò a qualsiasi iniziativa che dia voce alle sensazioni che solamente una donna può provare in questo penoso stato di fatto, pur essendo al contempo convinta che sia necessario – oggi più che mai – smontare in maniera nonviolenta un paradigma maschile che si attesta sempre più su concezioni che forse credevamo superate, in ogni occasione.
    Carmen

  26. Carmen Rotolo ha detto:

    Dimenticavo: un buon numero di Paesi europei ha applicato un controllo all’uso del corpo femminile a scopi commerciali. Mi chiedo se non si possa stilare un documento e avviare una raccolta firme per chiedere che anche in Italia si cominci ad adottare tale criterio.
    C.

  27. Ina Patti ha detto:

    Aderisco all’appello lanciato da questo sito e da francesca. E’ giusto che ci sia presto un segno visibile del nostro dolore e della nostra indignazione affinchè tutto questo orrore abbia una fine e un faro puntato contro. Le nostre parole mettono a nudo in questo momento il vuoto della mancanza di azioni. Spero che presto da questo sito partano indicazioni su cosa insieme possiamo fare. Io sono pronta a sostenere e a partecipare alle azioni di lotta e di protesta, pacifiche, ma fortissime. Non facciamo passare i giorni. La solidarietà alle vittime, che è totale, non basta per fermare la tragedia e l’orrore. Non possiamo limitarci, come fanno le istituzioni, a mandare una corona di fiori. Mandiamo il segno forte della nostra protesta perchè è su di noi donne e sul nostro corpo che scorre ancora il sangue della violenza.

  28. Stefania Savoia ha detto:

    esserci , resistere, lottare contro ogni violenza.

  29. letizia ha detto:

    Mi racconta una signora che abita a Borgo Vecchio:
    Sento urla di donna per la strada, urla e pianti, richieste di aiuto, a notte avanzata.
    Poche persone si raccolgono intorno a questa giovane donna, bella e bionda. Tra i singhiozzi in un italiano stentato urla la sua disperazione. ” mi avevano detto che c’era un lavoro per me, qui a Palermo, ed invece mi hanno obbligata a fare la prostituta…io non voglio, aiutatemi…aiutatemi…mi ammazzano…”
    Qualcuno chiama la polizia, la ragazza viene accompagnata in questura.
    Dopo di che?
    …In nome delle tante Sarah, delle bionde straniere, in nome delle donne non libere…
    Ci attende tanto lavoro..

  30. Adriano Verdicchio ha detto:

    Carissima Francesca,
    per prima cosa rimango veramente stupefatto come tutti i commenti al tuo articolo siano stati fatto da donne, vergogna! Vergogna non certo per loro, anzi un sentito plauso, ma per tutti quegli uomini che pur leggendo ciò che hai scritto non si sono degnati di scrivere neppure un rigo a commento di ciò.
    Volutamente non ho scritto subito il mio pensiero perchè ero inorridito di quanto accaduto. Speravo che i giorni mitigassero la mia rabbia, ma più giorni passano e più l’orrore e lo sconforto mia attanaglia, non ci sono parole per esprimere tutto lo “schifo”, consentimi il temine, per quell’essere che di umano ha solo le sembianze!
    Sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, in qualche modo private del diritto all’esistenza stessa.
    Benvenga la tua idea di listare a lutto le riviste femminili, anche se dovrebbe essere doveroso listare anche quelle maschili, ma l’azione di forza da fare dovrebbe essere quella di chiedere ai governi, alle organizzazioni e ai privati cittadini di impegnarsi pubblicamente per rendere i diritti umani una realtà per tutte le donne.
    Secondo il diritto internazionale dei diritti umani, tutti i governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati.
    E’ fondamentale che i governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali. Rivolgiamoci a loro per chiedere che i trattati internazionali sui diritti umani vengano ratificati e attuati ovunque.
    In questa battaglia per i diritti umani, sono essenziali anche la solidarietà degli uomini e il loro coinvolgimento nella campagna Mai più violenza sulle donne.
    E’ inaudito che buona parte delle ragazze e delle donne vengano palpeggiate o stuprate fra le mura domestiche, nell’ambito del lavoro, per strada e molte volte sotto l’indifferenza della gente.
    Dobbiamo essere tutti uniti, senza distinzione di sesso, a combattere questa piaga che infanga l’umanita tutta. Facciamo della morte di Sara una prima pietra che possa costruire un blocco monolitico contro questa barbarie e non commentare a caldo questo orrendo fatto per poi farlo scivolare nel dimenticatoio. Scrivere è una bella cosa, serve a sensibilizzare maggiormente chi ci legge, ma poi….nulla di fatto.
    Cerchiamo di essere vicini ai nostri ragazzi. E’ solo creando un sano dialogo, un clima di fiducia, sapere che in noi possono avere un valido aiuto. A volte sottovalutiamo determinati stati di malessere dei nostri/e allievi, forse è proprio allora che dovremmo essere loro più vicini, certo questo comporta un notevole dispendio di energie ma non dimentichiamocie mai che ciò che è tristemente successo a Sara potrebbe succedere anche ai nostri figli!!!!

  31. marina lo verso ha detto:

    è una vergogna.. non ho parola per queste tragedie…

  32. Teodora ha detto:

    aderisco anch’io con vigore a questo appello…le parole non credo bastino…

  33. Daniela Piazza ha detto:

    Da persona che da anni lotta per proteggere chi non puo’ difendersi,non posso che essere disgustata dalla terrificante fine toccata ad una innocente ragazza che ha commesso,forse, un unico e fatale errore: quello di fidarsi del suo prossimo,anche se sotto mentite vesti di zio

  34. Adriano Verdicchio ha detto:

    Carissima Francesca,
    per prima cosa chiedo sentitamente scusa a te e alle varie signore che hanno espresso i loro commenti al tuo articolo su Sara, ma io mi sento uscire pazzo quando noto questo senso di impotenza che pervade un po’ tutte.
    Tra i vari commenti leggo che c’è chi propone di scendere in piazza, ma a sino a questo momento non è accaduto nulla di ciò.
    C’è chi è daccordo per un’azione visibile e forte, ma qual’è l’azione?
    Chi vuole listare a lutto i balconi della città, ma quale città? Sono le 22.57 del giorno 09 ottobre e nessun balcone è listato a lutto, o forse solo una decina su migliaia e migliaia.
    Sono distante da Palermo centinaia e centinaia di chilometri ma, come alcune commentatrici sanno, ho decine di occhi che vedono la vostra città per me.
    BASTA CON LE PAROLE
    Visto che sei una redattrice di Mezzocielo.it, penso che potresti benissimo contattare tutte le altre riviste curate da donne, le varie associazioni femminili (UDI, Libreria delle donne, Via Dogana), i vari movimenti, organizzazioni sindacali, onorevoli della circoscrizione delle varie città, e tutti uniti e con un unico intento potremmo far sentire la nostra voce, che se ora è flebile, domani, quando si sarà tutti insieme, sarà un urlo così potente da sentirsi sulla luna.
    Tutte le varie organizzazioni, femminili e non, convergano in un’unica sede, che all’occorrenza potrebbe essere Palermo, dove far pervenire tutte le lettere dei lettori e dei redattori e successivamente in un unico blocco farle pervenire al Presidente del Consiglio, del Senato, della Camera e, perchè no, anche al Presidente della Repubblica. Non dimentichiamoci che anche loro hanno figli e nipoti da tutelare contro questi barbari che nulla hanno di umano.
    Per cortesia NON LIMITIAMOCI ALLE PAROLE, non paventiamo movimenti di piazza, tanto sappiamo benissimo che in piazza non ci va nessuno! Uniamo, invece, le nostre forze, le nostre proteste, le nostre idee; perchè solo uniti/e potremo vincere, diversamente avremo ancora centinaia e centinaia di Sara.
    Nelle scuole se, per una sola ora, mettessimo da parte il Teorema di Pitagora e sensibilizzassimo i nostri allievi a quanto accaduto e a quanto potrebbe accadere, non penso che ne risentirebbe molto la didattica!
    Non pensi che se spedissi il tuo articolo con i vari commenti (fatta eccezione del mio perchè troppo contestatore) alla madre di Sara, quest’ultima potrebbe essere contenta di sapere che ci sono persone lontane dalla sua famiglia ma nel contempo molto vicine a lei?
    Chiedo ancora umilmente scusa del mio sfogo che non intende assolutamente offendere nessuna ma che spero possa servire all’effettivo raggiungimento di un giusto fine.

  35. Francesca Traìna ha detto:

    Non ci fermeremo alle parole. Già ieri mattina ci siamo riunite, donne di mezzocielo e Biblioteca delle Donne-UDIPA, per decidere sulle proposte. E’ chiaro che la protesta, quella visibile, ci sarà, ma è altrettanto chiaro che occorre tessere una rete prima di qualunque azione perché la stessa sia efficace. Deve essere anche chiaro che la protesta visibile sarà accompagnata, parallelamente, da incontri in cui rimettere in discussione temi e problemi, a partire da noi donne, sulle pratiche e sulle politiche adottate fin qui. Noi siamo pronte ad interrogarci, ma voi uomini cosa pensate di fare? Che tu solleciti le donne a muoversi (lo facciamo da tempo immemorabile) potrebbe avere un senso solo se accompagnato da un impegno da parte maschile ad organizzare dibattiti e movimenti che si oppongano alla violenza sulle donne e soprattutto si interroghino e mettano in discussione quelle categorie costruite dall’ordine patriarcale per affermare, tra i vari assoluti, anche la centralità dell’uomo sulla donna, la sua subalternità e l’obbedienza all’ordine. Questo è il nodo. Prima di confrontarci su questi temi insieme, donne e uomini, sarebbe necessario che uomini consapevoli si mettessero in discussione e mettessero in discussione il sistema costruito che è generatore del disastro politico, culturale e sociale sotto gli occhi di tutte e tutti. Questo ci aspetteremmo dagli uomini che come te hanno trovato le parole per scrivere su questo tragico evento e scrivere come avrebbe scritto un uomo indignato, come sei tu in questo momento, ma che si indigna ancora con le donne incapaci di mettere su una protesta qualunque essa sia.
    Noi faremo quanto abbiamo deciso nei tempi che ci daremo, non certo per lentezza o passività, ma perché tutto sia frutto di pensiero, di confronto, di senso, di consapevolezza. Tu intanto, se vuoi, metti una fascia nera al braccio con la scritta che abbiamo proposto e se lo ritieni opportuno organizza incontri con altri uomini che, al di là di noi, prendano coscienza di ciò che è accaduto e accade da quando esiste donna.
    Desidero, in ogni caso, comunicare alle donne che hanno aderito alla proposta Mezzocielo-UDIPA che tu e la tua piccola, ma significativa, organizzazione sindacale, vi siete tassati di € 300 da offrire alla scuola di Sara perché realizzi un progetto sul tema della violenza contro le donne e che in qualità di segretario sindacale hai inviato telegrammi al presidente del consiglio dei ministri, della camera, del senato, della repubblica. E’un segno di sensibilità maschile a cui speriamo possano seguire altri segni importanti anche rispetto alla revisione dei canoni del sapere, parziali e lesivi della soggettività femminile.

  36. Carla Aleo Nero ha detto:

    Aderisco all’iniziativa.

  37. Rossella Caleca ha detto:

    Aderisco all’appello ed alle iniziative proposte.E’ importante,oltre che dare un segno di forte valore simbolico, riversare l’indignazione e la rabbia che tutte proviamo in energia per azioni concrete.Oltre che accogliere discussione e confronto e collegare in rete gruppi e associazioni, funzioni che può svolgere Mezzocielo come rivista, penso che sia necessario impegnarci in azioni positive anche coinvolgendo coloro che istituzionalmente dovrebbero (devono!) lottare contro la violenza sulle donne, nella sanità e nei servizi sociali pubblici. Mi è piaciuta inoltre la proposta di Carmen Rotolo sulla raccolta di firme contro l’uso del corpo femminile a fini commerciali (perchè “tutto si tiene”!)

  38. Maria Rosa ha detto:

    Anche io aderisco alle proposte e capisco che è difficile organizzare la protesta e la riflessione in tutta italia come vorrebbe fare francesca. Credo che servirà un po’ di tempo per concordare tutto prima che le azioni possano concretizzarsi. Ma noi donne siamo tenaci e le battaglie le abbiamo sempre fatte anche se non le abbiamo tutte vinte… Ce la faremo anche stavolta. Coraggio! non perdiamoci d’animo, aspetto un vostro segno.

  39. Adriano Verdicchio ha detto:

    Carissima Francesca,

    in Italia, la recrudescenza degli stupri eccita i pubblici poteri a mettere in campo il riflesso condizionato dello stato emergenziale, da contrastare attraverso la militarizzazione del territorio anche finalizzata al respingimento dei migranti.
    Non si può nascondere che è la famiglia – luogo privilegiato della disparità fra donna e uomo – il contesto in cui prevalentemente si origina e si coltiva la violenza sessista contro le donne.
    Contro questa violenza quotidianamente riservata alle donne (italiane e straniere) da uomini (italiani e stranieri), mancano sia un’adeguata analisi critica sia misure preventive minimamente efficaci.
    L’analisi critica. Lo svantaggio sociale femminile cristallizzato nella famiglia tradizionale, è all’origine della violenza sessista che alligna nel privato e si espande nel pubblico anche grazie alla mercificazione mediatica del corpo femminile, usato come elemento eccitante di promozione vendite in senso lato. (vds. la maggior parte delle pubblicità)
    Ecco perchè la violenza sessista, anche domestica, non può mai essere un fatto privato, ma è un’indecenza pubblica che le istituzioni non possono ignorare o mistificare attraverso la scorciatoia dell’utilizzo del diritto criminale come risposta esclusiva o preponderante.
    A ben altri livelli occorre agire per sradicare questo grumo di violenza ancestrale, sedimentato nell’immaginario maschile, che va contrastato a partire dai primissimi messaggi che i bambini ricevono dalla famiglia, dalla scuola e dalla società.
    Le misure suggerite dall’esperienza ben più seriamente strutturata in altri Paesi europei partono appunto da un piano di acculturamento e sensibilizzazione fin dalla prima infanzia per il cambiamento delle relazioni fra donne e uomini, in ogni contesto del vivere associato.
    Si sviluppano attraverso una legislazione onnicomprensiva che evidenzia l’origine sessista e discriminatoria della violenza contro le donne e la previene attivamente, contrastando esclusioni e pregiudizi.
    Si concretizzano attraverso una vigilanza costante e un monitoraggio dei risultati, attivando interventi correttivi e provvidenze pubbliche adeguate.
    Prevedono, oltre alla visibilità del problema, ritenuto di interesse generale, ruoli attivi delle istituzioni pubbliche centrali e locali, gravate delle connesse responsabilità.
    Le proposte iniziali da richiedere con forza a coloro che esercitano il potere nella “stanza dei bottoni”, a mio modesto avviso, dovrebbero essere le seguenti:
    In concreto, sull’esempio di ciò che si fa in altri Paesi, penso si debba promuovere un piano nazionale di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere, incentrato su specifiche iniziative, tra cui:

    * un programma di educazione/formazione sull’esercizio di diritti e obblighi uguali fra maschi e femmine nell’ambito sia privato che pubblico;
    * il lancio di campagne pubbliche di sensibilizzazione contro gli stereotipi dei ruoli familiari femminili;
    * la promozione di azioni positive per la eguaglianza di genere in tutti i campi del vivere associato (politico, economico, culturale), da rispettare rigorosamente (e la cui inosservanza venga sanzionata);
    * il reintegro dei fondi incredibilmente sottratti alle varie associazioni che tutelano le donne, mentre, al contrario, sarebbero necessari interventi anche economici per l’acquisizione e il sostegno di équipes a professionalità integrata;
    * l’istituzione di un Osservatorio indipendente di monitoraggio sui diritti delle donne e di vigilanza sui mezzi di informazione e pubblicità, a garanzia di un trattamento conforme ai valori costituzionali e alla dignità personale delle donne.

    Ritengo, inoltre, dovere principale di tutti gli schieramenti politici e dei singoli che si candidano per ruoli istituzionali in Italia e in Europa l’elaborazione e il perseguimento concreto di un piano integrato per la soluzione di questa incancrenita piaga sociale.
    Ma quello che preme di più è la presa di responsabilità da parte di tutte le donne impegnate in un ruolo istituzionale: a loro si chieda esplicitamente di proporre, seguire e curare a ogni livello le misure necessarie a questa improrogabile svolta di civiltà che, purtroppo, da troppi decenni la nostra Società attende.
    E’ MAI POSSIBILE CHE NESSUN UOMO, CHE POSSA DEFINIRSI TALE, SCRIVA QUALCOSA A TAL PROPOSITO?
    COMMENTATRICI, LO AVETE UN MARITO, UN FRATELLO, UN PARENTE, UN AMICO? SENSIBILIZZATELO ACCHE’ ESPRIMA UN PARERE, ANCHE DISCORDANTE !!!

  40. Adriano Verdicchio ha detto:

    Mariella, Maria, Patrizia, Vincenza, Marina, Linda, Claudia, Stefania, sono sempre oberato da mille impegni eppure per dare un piccolo apporto alla vostra più che giusta causa ho “staccato la spina” su tutto e tutti per dare qualche piccolo e modesto suggerimento per cercare di debellare questa infamia che attanaglia voi donne da tempo immemorabile.
    L’atroce morte di Sara ancora mi sconvolge e sarei disposto a fare di tutto per urlare basta a questa barbarie, ma il vostro silenzio mi suscita momenti di vero sconforto.
    Essendo l’unico uomo a rispondere all’appello della cara Francesca avrei gradito un commento, non certo per vanagloria ma per concertare un’azione comune; per avere un vostro suggerimento, anche se negativo, visto che voi siete la parte in causa; per confrontare le mie idee per il raggiungimento di un giusto fine, ma nulla di fatto, il vuoto assoluto!!!

    Invece, un sentito plauso (e non è certo la “sviolinata” serale) vada alla cara Francesca Traina, che anche in questa occasione ha dimostrato ampiamente la sua innata sensibilità e capacità, alle donne dell’UDI, alle donne della Biblioteca delle donne e alle donne di Mezzocielo per le loro apprezzabili iniziative.

    Gentili commentatrici, non dimenticherò i vostri nomi e quando, prima o poi ci incontreremo, gradirò conoscere, guardandoci negli occhi, il perchè del vostro silenzio. Vi prego di non recepire il mio dire come una minaccia o una spacconeria ma voglio sapere il perchè di questo vostro silenzio “assordante”!
    Per quanto riguarda gli uomini, preferisco astenermi da qualsiasi commento o per dirla alla palermitana: “LA MEGLIO PAROLA E’ QUELLA NON DETTA”.
    Con questo sfogo non intendo più scrivere un rigo sulla morte di Sara e sul riscatto delle donne, visto che, volutamente o non, avete completamente isolato l’unico uomo che si stava interessando fattivamente alla questione. Sappiate comunque che non mi fermerò, andrò avanti anche col vostro silenzio.

  41. arianna ha detto:

    concordo pienamente!!!

  42. silvana ciaccio ha detto:

    Inorridisco a immaginare gli occhi lascivi sul corpo della ragazza
    Inorridisco a immaginare l’orrore e il terrore di Sarah di fronte allo zio-mostro
    Inorridisco a vedere considerata la donna non come persona ma oggetto “usa e getta”
    Inorridisco all’indifferenza della gente di fronte alle violenze sulle donne che non sono le proprie madri, mogli, sorelle, figlie
    Inorridisco di fronte alla violenza di un ventenne “normale”, “tranquillo” verso la cognatina di 2 anni
    Inorridisco…..ma quando porremo termine a questo orrore?

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