nel frattempo, muoiono anche le domande

3 settembre 2010 di: Rossella Caleca

Un’assurda rissa tra medici in sala parto, al Policlinico di Messina. Una donna non potrà più avere figli, un neonato è ricoverato in terapia intensiva. Interviene la Procura, partono avvisi di garanzia. Vengono disposte ispezioni, arrivano provvedimenti disciplinari. Le responsabilità, si spera, verranno accertate.

Nel frattempo, sui media, ci si indigna, si dibatte, si ricordano altri casi, altre storie di ordinaria follia. Si accusa il solito devastante intreccio di scarsità di risorse e mancato rispetto delle regole. Si conviene che occorre monitorare la qualità dell’assistenza alla nascita, si invocano verifiche. Si scopre che in Sicilia i parti cesarei sono più della metà del totale. Non si scopre che nella nostra Regione la percentuale delle donne che muoiono di parto è la più alta di Italia.

Si fanno domande, si sollecitano risposte.

In ogni caso, fra tre giorni tutto questo non farà più notizia. Non lasciamo che si spengano le luci e con esse l’indignazione. Continuiamo a parlarne, almeno qui.

(ruspa in un agrumeto, c’entra qualcosa? ditemi cosa…)

2 commenti su questo articolo:

  1. silvia ha detto:

    il corpo della donna è diventato come una terra da sconvolgere come avviene per gli agrumeti che davano frutta ma non rendevano come il vino

    • Rossella ha detto:

      @silvia
      Grazie, Silvia, per il tuo commento così acuto. E’ vero, sui corpi delle donne passano ruspe, ad estirpare, non solo con l’inadeguatezza dell’asistenza, ma anche con l’assenza di qualsiasi sostegno sociale, la possibilità e il desiderio stesso di essere madri.

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