Canali europei

19 settembre 2010 di: Laura Giambruno

Sono tornata da poco da una decina di giorni passati in Francia.

Sono tornata e subito ho trovato nelle parole, visi ed espressioni di persone rimaste a Palermo una staticità ed una abitudinarietà quasi arrendevole al tutto. Il che mi ha fatto innanzitutto rabbrividire e poi mi ha reso doveroso scrivere i miei pensieri qui per me e per chi come me riconosca, dopo un viaggio, una brevissima presa di coscienza per poi rituffarsi nel solito torpore e chiusura siciliani.

Oltre all’abisso di civiltà che ci separa dall’Europa, più di tutti quello che mi ha colpito è che andando fuori mi si è come aperto un canale che in generale stagna chiuso nell’intorpidimento.

Parlo del canale che riguarda la mia dimensione europea, la naturalezza nella mobilità verso altri paesi, la conoscenza di altre persone straniere, altre culture, altri punti di vista diversi dal proprio e non per ultimo la scoperta della bellezza spesso insita nel diverso.

Mentre a me si apriva questo canale, combattendo duramente con il mio lato siciliano che vede l’allontanarsi dalla propria terra come il più alto dei tradimenti, questo canale rimaneva chiuso per chi sta da troppo tempo qui fermo. Per costoro la città lega le sue radici ai piedi e si arrampica nel corpo delle persone fino a togliere tutta l’attività dei loro sensi.

Oltre a ciò quello che ancora in peggio mi colpiva era la possibilità di non comunicazione da parte mia della bellezza trovata: quasi mi vergognavo a raccontare le mie nuove esperienze a chi fosse rimasto. Sapevo infatti che l’unica parola che mi si sarebbe data in cambio mentre cercavo di fare capire in qualche modo la bellezza del viaggio, l’unica parola nella complessità e nel groviglio di cosa avessi sentito, l’unica risposta sarebbe stata ‘Insomma ti sei divertita, eh?’.

Potrei solo rispondere col silenzio mentre nella mia testa si agiterebbero tante vespe e tra le tante una emergerebbe: ‘Si mi sono anche divertita, ma principalmente ho conosciuto, che è molto meglio’.

3 commenti su questo articolo:

  1. giulia.p ha detto:

    quanta verità, anche maturità in un piccolo articolo, la Sicilia vede gli altri come marziani, e siamo solo noi a vederli così

  2. Valeria ha detto:

    vado spesso proprio in Francia e quando tornata a Palermo parlo dei loro progressi, per esempio nell’ambito scolastico che conosco bene, sai cosa tanti mi rispondono? MA LORO NON HANNO IL NOSTRO SOLE…….

  3. Maria Rita M. ha detto:

    Hai dimenticato la pizza oltre al sole. Anche io faccio esperienze in francia come docente (scambi tra docenti italiani e francesi) e ritornata da poco da un’esperienza nel sud della Francia mi è capitata la stessa cosa. Ci sarebbero tanti altri luoghi comuni, ma questo va bene per tutti.

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