chi ha paura di due statue di gesso?

18 luglio 2010 di: Simona Mafai

L’indignazione per il danneggiamento del cosiddetto monumento a Falcone e Borsellino è ovvia, doverosa, piena. La esprimiamo con tutto il cuore. Ma ci chiediamo anche: chi ha avuto la bella idea di collocare due statue di gesso sopra una panchina, al livello dei passanti, offerta ad ogni sfregio, anche solo (per non dire altro) le ceneri di una sigaretta? Un monumento – se monumento ci doveva essere – ai due giudici eroi, non esigeva un procedimento diverso, un concorso pubblico, capace di coinvolgere artisti italiani e stranieri? Non esisteva una volta una commissione per l’arredo urbano? Qualcuno (chi?) ha commissionato le sculture? Uno scultore può decidere a proprio criterio di allocare una sua opera al centro della città, senza nemmeno – a quanto ci risulta – una cerimonia pubblica per informare la cittadinanza? Senza un minimo di vigilanza? Si potrebbe dire – parafrasando il titolo di un libro recente – “cose che avvengono solo a Palermo”!

2 commenti su questo articolo:

  1. f.v. ha detto:

    Sono d’accordo! L’ “antimafia” ostentata, imposta senza una partecipazione democratica si espone allo sfregio.

  2. Anna A. ha detto:

    Non si tratta di antimafia imposta. Mi pare di capire che Simona si chieda perchè in una città si costruiscano statue di valorosi magistrati senza preavviso ai cittadini, senza una pianificazione che le tuteli. La legalità richiedeva una gara, un bando e la dovuta pubblicizzazzione. Questa procedura non è stata seguita e se fosse stata seguita, forse, non si sarebbero avute queste conseguenze. Ci dicano, come chiede simona, chi ha commissionato le sculture, quale procedura è stata seguita per reaizzarle, chi ha pagato e quanto, chi ha deciso dove posizionarle senza un minimo di sorveglianza. Grazie.

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