a chi tocca il taglio più lieve? a noi!

30 luglio 2010 di: Rosanna Pirajno

Orde di nuovi poveri si profilano all’orizzonte, vittime di insostenibili tagli ad uno stipendio bastevole appena a mantenere il decoro imposto dal ruolo. Sono quei poveracci di deputati e senatori che non avranno, con mille euro decurtati dagli oltre quindicimila mensili, di che pagarsi gli extra extra che gli toccano di diritto, perbacco. Ma se ne faranno una ragione, pur di condividere il sacrificio richiesto dalla manovra – approvata con fiducia, per non rischiare – con i pensionati a 400 euro al mese, gli impiegati a paghe congelate per due anni, i cassintegrati in protesta sulle gru, i senza lavoro causa delocalizzazione, i giovani che non lo trovano, le famiglie che stimpuniano per il necessario e il superfluo non sanno dove stia di casa, insomma con quelli che tirano la carretta anche per i loro (spropositati) emolumenti. Che per salvare le casse statali, ci fanno sapere, non saranno intaccati dato che cinquecento li sottraggono dalla diaria, cioè dagli oltre quattromila elargiti pure ai residenti in Roma per le spese di soggiorno, e altri cinquecento dai rimborsi spese per le paghette dei portaborse, per i quali incassano quattromila700 euro, mica bruscolini!

E difatti sono i collaboratori, già seccati perché pagati poco e in nero, a temere la mannaia del (ridicolo) taglio di stipendio che i politici condividono con l’amato popolo: «capiscimi, figliolo, i tempi duri impongono sacrifici, tocca anche a te fare la tua parte». «Mica solo a me», non lo dicono per decenza. Così da sfumare la notizia che filtra dal consiglio comunale palermitano: i consiglieri membri di commissioni, continueranno a recarsi in una deserta Sala delle Lapidi anche ad agosto per le riunioni, mica possono rinunciare in tempi di crisi ai gettoni di presenza di ben 156 euro a seduta. Ne faranno diciotto, pochi giorni di ferie a ferragosto e via, si sacrificano per smaltire gli arretrati.

Come disse il padre di un politico noto anche prima del suo insperato successo da “luogotenente”: «mio figlio non sapeva fare niente, a fare politica ci ha proprio ‘nzirtatu».

(Georg Grosz, s.t.)

2 commenti su questo articolo:

  1. costanza.b ha detto:

    CARA ROSANNA HAI PROPRIO DETTO LE FRASI ADATTE PER FARE SORRIDERE MA ANCHE DISPERARCI

    • Rosanna Pirajno ha detto:

      cara costanza, difatti la situazione è disperante e riderci su è solo un modo per fargli sapere che siamo afflitti ma non sconfitti dalla loro arroganza, verrà si spera presto il tempo in cui…. intanto teniamo duro…

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