voci da un altro mondo

3 giugno 2010 di: Rossella Caleca

La manovra economica. I tagli insostenibili per Regioni e Comuni, le ricadute devastanti sui servizi sociali. Si sa, sono sacrifici necessari. Così ci dicono. Di fronte a questa frase mi accorgo di appartenere ad un altro mondo. Perché nel mondo in cui vivo io non è rimasto più nulla da sacrificare. Non ci sono fondi per gli interventi sociali necessari, quel che c’è diventa oggetto di un’estenuante disputa per la priorità tra azioni ugualmente urgenti. Si è parlato di macelleria sociale: ma già ora noi operatori non facciamo altro che rabberciare pezzi, brandelli di vite umane, vite insignificanti per i più. Vite di disabili psichici, di donne sole con figli, di immigrati, di ragazzi a rischio, di intere famiglie prive di mezzi – le nuove povertà: che sarebbero poi le vecchie, moltiplicate per il bisogno di non vederle. Cerchiamo di ottenere un posto in Comunità per questo, una borsa-lavoro per quell’assistenza domiciliare e per quell’altro: rappezzando senza mai risolvere, con interventi sempre precari, insufficienti, interrotti. Perché non ci sono soldi. Punto.

Nel mondo dove vivo io circola una leggenda: sembra che facciamo parte di un Paese illustre per antica civiltà. Sembra che questo Paese faccia parte dell’Europa. Sembra che nella sua Costituzione sia scritto che è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli che, di fatto, limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Così si dice.

(Jorge Colombo, Gas station)

1 commento su questo articolo:

  1. ornella ha detto:

    Rossella carissima,
    condivido i tuoi pensieri, la tua analisi.
    Siamo soli. Come operatori della salute e principalmente come operatori della prevenzione, siamo completamente soli.
    A chi interessano le persone deboli perché malate, e indifese perché abbandonate a sé stesse, da questa società, paradossalmente, così iperprotetta?
    Interessano solo quando ci sono i bandi pubblici, dai quali tirare da vivere, ma non per gli indifesi e i deboli, ma per quelle altre categorie che si credono in una situazione migliore, ma di fatto non lo sono.
    Anche loro sono lì a pietire le “briciole” rispetto alla “torta” che altri, ben più furbi ed attrezzati, gioiosamente consumano.
    Troppa illusione.
    Troppi sono gli illusi che credono di poter partecipare al “banchetto sociale”. Rimangono le briciole e non se ne accorgono!
    Dov’è la dignità della persona? Dov’è il rispetto per l’essere umano?
    Nascosti tra le pieghe della tovaglia che mette in mostra una bella torta!
    A presto, Ornella

Commenta questo articolo:







*
AdvertisementAdvertisementAdvertisementAdvertisement