la notte del Cunto e della Poesia

27 giugno 2010 di: Maria Concetta Sala

Perdura a distanza di una settimana l’eco della Notte trapunta di luci e di suoni che ha coinvolto poete, poeti, artisti negli spazi interni del Castello Ventimiglia di Castelbuono, una cornice resa ancora più suggestiva dai vuoti e dai pieni disegnati dai riverberi e dai silenzi.

Nel corso della manifestazione svoltasi dal 18 al 21 giugno fra Castel di Tusa, Castelbuono e Motta d’Affermo promossa e patrocinata dalla Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte, l’Offerta della Parola poetica ha occupato il centro – fra l’apertura dell’imponente “Piramide” di Mauro Staccioli sulla cima di un promontorio affacciato sul mare e sugli scavi archeologici dell’antica città di Halaesa e il conclusivo Rito della Luce in onore della “lucerna del mondo”, in coincidenza con il solstizio d’estate, all’interno dello stesso poliedro radicato sulla terra e proteso verso il cielo.

Il desiderio di ascoltare la viva voce della poesia ha richiamato individui di ogni età, in particolare giovani: all’ingresso del Castello tutti accoglievano quasi con sollievo l’invito fermo e gentile di una donna e di un uomo a fare la coda in silenzio e a spegnere i telefonini; nell’atrio la sorpresa della penombra appena irrorata di luce, l’armonia dei suoni prodotti da antichi strumenti, i movimenti di una danzatrice obbediente alle leggi della gravità e della grazia ridestavano un insieme di percezioni, che solo a causa del rumore di fondo che ci avvolge possiamo a volte ritenere per sempre perdute.

I lacci dell’incanto sospingevano quindi le visitatrici e i visitatori verso le scale, su in alto, e poi di stanza in stanza, da una sosta all’altra, in ascolto e in attesa, mentre Maria Attanasio, Miguel Angel Cuevas, Fabio Scotto, Francesca Traìna, Antonella Anedda, Franco Buffoni, Evelina Schatz, Andrea Inglese, Paolo Lisi, Patrizia Valduga, Bruno Galluccio, Iano Burgaretta, Milli Graffi, Giuseppe Condorelli, Josephine Pace, Gabriele Frasca, Margherita Rimi, Lello Voce, inanellavano timbri ora aspri ora dolci, cadenze ritmiche rinnovate, melodie antiche e litanie contemporanee, sillabe scandite o sibilate, versi propri o attinti dai grandi poeti, diverse lingue all’unisono ora consonanti ora dissonanti…

Una pausa dal mondo nel mondo, una lezione di garbo e di civiltà, un ritorno a se stessi verso l’altra e l’altro da sé, una serata di “simbolica rinascita” – afferma Maria Attanasio, ideatrice di questa Offerta – “che solo la parola della poesia, in modo privilegiato, può esprimere: l’unica parola che in una contemporaneità dominata dalla dittatura dell’economia si sottrae a consumo e mercificazione, coniugando verità e libertà, ascolto e interiorità”. Una serata devota alla Bellezza e al sacro.

(Castelbuono, l’atrio del Castello dei Ventimiglia illuminato da mille candele)

2 commenti su questo articolo:

  1. Maria Attanasio ha detto:

    Di cuore e di passione, queste parole, come la serata che abbiamo vissuto a Castelbuono. Grazie a te, Maria Concetta, a te Francesca, a te Simona, e a tutte le amiche e compagne (è legittimo ancora pronunciarla, questa parolaa?) di Mezzocielo,
    Maria Attanasio

  2. Letizia Battaglia ha detto:

    A quando, care compagne, la poesia uscirà dai confini della notte per essere condivisa da coloro che nottambuli non lo sono ( più)? Magari potremmo scegliere una giornata di pioggia…già ne immagino la bellezza, oppure una spiaggia non estiva.
    Bene, io voglio esserci, Fate qualcosa.

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