ci manchi, Alex Langer

31 maggio 2010 di: Rosanna Pirajno

Con una trasmissione in quattro puntate condotte da Alessandro Leogrande, Radio3 ha ricordato Alex Langer nel 15° anniversario della morte, che si diede il 3 luglio 1995 ad appena 49 anni. Langer fu molte cose: giornalista, insegnante, fondatore e guru dei Verdi italiani, parlamentare europeo, osservatore acuto e attento dei cambiamenti ambientali e sociali verso cui, a partire dagli anni 70, si correva con l’allegra spensieratezza di una globalizzazione che prometteva solo esiti positivi. Viaggiatore leggero, dal titolo del libro pubblicato da Sellerio nel 2004, sostenitore di un movimento ecologista consapevole e partecipato, ad un paese sordo e cieco che diffida dell’ambientalismo di cui non capisce la portata di “sistema” per superare la crisi che si prefigura, in solitudine ripete che «non potrà esserci alcuna conversione ecologica, se non nascerà dal basso e non sarà autonomamente condivisa da un largo numero di donne e uomini».

Al parlamento europeo tratta più volte il tema dei conflitti etnici, e quando scoppia la guerra nei Balcani sollecita la Comunità a sostenere le forze di pace presenti e ad aprire ai popoli dell’ex Iugoslavia una prospettiva europea, quasi a scongiurare le tragedie della pulizia etnica poi incorse alle minoranze di quel paese disintegrato e sopraffatto dall’odio razziale.

Curioso, attento ai fermenti della società e al pensiero delle diversità, entra in contatto anche a Palermo e in Sicilia con gli ambienti che si battono per il riscatto da degrado e ignoranza, attraverso l’ecologismo e il pacifismo. E’ così che conosce Mezzocielo e il pensiero delle donne che lo fondano nel 1991: fu nostro abbonato e sostenitore fino alla fine, e mi piace ricordare le parole di incoraggiamento con cui accompagnava il versamento postale della quota annuale.

Le edizioni della Battaglia pubblicarono nel 1997, curato da Nadia Palumbo, un piccolo libro di suoi scritti che riprendeva nel titolo, Non siate tristi, continuate, la frase che lasciò scritta in un foglio, ai piedi dell’albero cui affidò la sua breve e intensa vita. Privati della sua intelligenza, abbiamo continuato a tentoni.

2 commenti su questo articolo:

  1. simona mafai ha detto:

    Bell’articolo, bellissimo ricordo. Potremmo recuperare il piccolo iibro delle edizioni Della Battaglia, e curarne una diffusione particolarmente mirata?

  2. letizia Battaglia ha detto:

    Sorry, di quel volumetto forse ci sono ancora e soltanto due o tre copie.
    Sono trascorsi tredici anni da quando ne pubblicai mille copie. Tra distribuzione regali e poche vendite ne rimane quasi solo il ricordo.

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